Expo Ferroviaria, "Una cura del ferro per le città italiane": presentato lo studio Hitachi Rail-Legambiente

"È necessario guardare lontano e pensare almeno a come sarà l’Italia nel 2030. Nelle principali aree urbane c’è un aumento della domanda di mobilità anche perché è aumentata la popolazione. Bisogna investire nelle città”. Lo ha detto Edoardo Zanchini vicepresidente nazionale di Legambiente nel corso della presentazione dello studio “Una cura del ferro per le città italiane”, realizzato con il contributo di Hitachi Rail SpA e presentato a Expo Ferroviaria, in corso a Milano.

L'analisi mette a fuoco la situazione dell’offerta di trasporto nelle principali città italiane, per tracciare le priorità di investimento necessarie per puntare a raddoppiare al 2030 il numero di persone che si sposta a emissioni zero. Secondo Legambiente, è alle grandi aree urbane del nostro Paese, dove vivono oltre 25milioni di persone che è necessario guardare per ripensare l’offerta di mobilità e realizzare una incisiva cura del ferro. Qui che si concentra larga parte degli spostamenti, ed è qui che in questi anni è cresciuta la popolazione e troviamo i maggiori problemi di congestione e inquinamento.

In queste aree si trova una domanda di spostamenti concentrata che avviene entro distanze di alcune decine di chilometri, che quindi può trovare risposta in un efficiente servizio di trasporto su ferro competitivo come tempi di percorrenza e spesa nei confronti dell’auto privata. A dimostrare come valga la pena investire su questa prospettiva lo raccontano gli spostamenti pendolari in continuo aumento nelle città ogni anno, ma dove larga parte di questi continua ad avvenire con automobili private. Non a caso l’Italia resta saldamente in testa alle classifiche mondiali per tasso di motorizzazione (70,7 veicoli ogni 100 abitanti). Il pendolarismo, soprattutto nelle grandi città ha numeri importanti: secondo i dati dell’Istat a Roma ogni giorno si spostano 1,34 milioni di pendolari; 650mila a Milano; 420mila a Torino; 380mila a Napoli.

Lo studio racconta anche l’innovazione in corso nel trasporto ferroviario, con schede che analizzano casi di successo di innovazione nel trasporto pubblico realizzati da treni Hitachi Rail SpA. Da Milano – con la crescita dei passeggeri lungo le linee 1 e 2 della metropolitana dove circolano i treni Leonardo, costruiti con materiali riciclabili e che adottano sistemi di risparmio e recupero di energia – a Firenze, dove il sistema dei tram sta cambiando completamente la mobilità urbana con successi inimmaginabili solo qualche anno fa. Le ragioni sono in una frequenza dei passaggi ogni 4minuti e 20 secondi, con treni moderni e efficienti che hanno permesso di lasciare ogni giorno a casa quasi 10mila auto.

“I treni ad alta velocità sono stati realizzati in pochissimi anni – ha detto Maurizio Manfellotto CEO di Hitachi Rail -. La capacità di risposta delle aziende italiane alle richieste che si presentano è straordinaria; più diamo servizi di trasporto e treni e più la gente li vuole, quindi auspichiamo che anche in ambito regionale avvenga lo stesso processo. Il nostro treno veloce era stato omologato per 330 km/h e oggi ci sono frequenze di transito da Milano o Napoli che sono vicino ai sette minuti, con treni che potrebbero in realtà raggiungere ben 360 km/h. Quando tutte queste persone trasportate arrivano nelle città, devono trovare tram e treni metropolitani leggeri per muoversi. Per fare fronte a queste necessità i comuni potrebbero, senza investire subito cifre enormi, prendere in considerazione degli strumenti già pronti come il leasing, che permette una struttura dei costi prevedibili nei tempi e nella manutenzione”.

Sara Venturoni Direttore Stazioni RFI, ha evidenziato lo sforzo per una migliore vivibilità ed un recupero di qualità a perimetro, che significa lavorare all’interno di 600 stazioni, e sui percorsi di accessibilità fino all’esterno, dove si entra in contatto con gli aspetti legati alla trasformazione dello spazio urbano, il nuovo ambito su cui si dovrà lavorare insieme con i comuni con una collaborazione complessa.

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