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Le nuove sfide della portualità italiana tra servizi, digitalizzazione e transizione ecologica: la Tavola Rotonda di AIDIM e Confitarma
PORTI

Le nuove sfide della portualità italiana tra servizi, digitalizzazione e transizione ecologica: la Tavola Rotonda di AIDIM e Confitarma

Redazione T-I
21 Dicembre 2021
  • confitarma

“L’Italia è un Paese Marittimo: crescita, benessere e sviluppo sono legati al mare in modo indissolubile. Inoltre, la tutela dei nostri interessi strategici passa attraverso il Mediterraneo allargato, area di innegabile valenza per il nostro Paese e snodo strategico per la regione euroatlantica. È quindi nostro interesse primario sfruttare le opportunità offerte dai crescenti interessi internazionali a vantaggio dei nostri porti nonché del nostro sistema economico. Da qui l’esigenza che il nostro Paese punti concretamente a riacquistare la propria influenza e il proprio ruolo di leadership nel Mediterraneo”.

Così il direttore generale di Confitarma, Luca Sisto, intervenendo alla la Tavola Rotonda “Le nuove sfide della portualità italiana”, organizzata insieme ad Associazione di Diritto Marittimo (AIDIM) a Roma.

Sisto ha ribadito l’esigenza di acquisire consapevolezza del ruolo marittimo del nostro Paese, ponendo l’attenzione sulla situazione di svantaggio dei porti del Sud Europa rispetto agli scali del Nord Europa a causa della presenza di inadeguate infrastrutture di collegamento con i centri del commercio europeo, con la conseguenza che l’inefficienza del sistema logistico portuale induce le aziende a prediligere i porti nordeuropei. Ad esempio – ha sottolineato – il Porto di Rotterdam dal 1° gennaio al 31 ottobre ha movimentato più merci di tutti i porti italiani messi insieme nel corso dell’intero anno.

“I porti – ha concluso il direttore generale di Confitarma – sono parte integrante della logistica moderna e hanno manifestato la loro resilienza nel periodo pandemico. Ora i segnali di ripresa devono essere accompagnati da investimenti volti a rafforzare la competitività dei porti italiani. PNRR e Fondo complementare pongono obiettivi ambiziosi e stimolanti anche per la transizione ecologica e digitale della portualità italiana”.

La portualità italiana e le sfide sul fronte dei servizi

Francesco Beltrano, Capo Servizio Porti e Infrastrutture di Confitarma, ha posto l’accento sulle due importanti sfide che la portualità italiana sarà chiamata ad affrontare nel breve termine: la prima è lo svolgimento delle gare europee per l’affidamento del servizio di rimorchio in molti porti nazionali. La seconda riguarda l’applicazione del Decreto di recepimento alla Direttiva europea in materia di impianti portuali per la raccolta dei rifiuti delle navi. “L’auspicio – ha ribadito – è che tale decreto possa essere l’opportunità per razionalizzare il settore del ritiro rifiuti assicurando omogeneità applicativa a livello nazionale e una maggiore competitività dello stesso”.

In merito alla rappresentatività degli stakeholder in seno alle Commissioni consultive e agli Organismi di partenariato della risorsa mare, istituite presso le Autorità di sistema portuale, l’auspicio di Beltrano è che in tali sedi sia sempre garantita la presenza degli armatori nazionali affinché, sulle questioni marittimo-portuali affrontate, la loro voce possa essere ascoltata.

 

La sfida del PNRR per la digitalizzazione e la transizione ecologica

Tra le sfide che la portualità italiana oggi è chiamata ad affrontare, Sergio Prete, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, ha posto l’accento in particolare su quelle riferibili alle misure europee (Green Deal, Recovery Fund, Next Generation EU). “I settori su cui tali strumenti si sono maggiormente concentrati – ha sottolineato Prete – sono quelli dell’innovazione tecnologica e della transizione ecologica. Questi due ambiti rientrano nel concetto più ampio dei “Porti Verdi” e, quindi, dell’obiettivo per i porti comunitari di adeguarsi alla politica europea di abbattimento e graduale eliminazione delle fonti inquinanti, grazie anche a una innovazione spinta e una adeguata infrastrutturazione sostenibile”.

A questo proposito Prete ha ricordato che in Italia, il PNRR ha destinato fondi cospicui per la digitalizzazione e innovazione, per la transizione ecologica e per l’inclusione sociale, lanciando una sfida che i porti italiani stanno affrontando e che li vede impegnati in un percorso che dovrebbe portare al raggiungimento degli obiettivi attesi in un periodo di tempo di breve-media durata.

Un’altra importantissima sfida è quella relativa alla procedura di infrazione aperta dalla Commissione europea con riferimento alla tassazione delle attività di impresa svolta dagli enti portuali italiani. In attesa della decisione relativa al ricorso proposto da Assoporti e da tutte le Autorità di Sistema Portuale, al momento non è ancora individuabile quello che potrebbe essere lo scenario futuro.

Infine, secondo il presidente Prete, occorre tener conto anche delle innumerevoli sfide che “sebbene connotate dall’attualità, non possiamo considerare come nuove in quanto riferite a questioni più o meno datate. Il Piano Nazionale Strategico della Portualità e della Logistica (PNSPL) del 2015 aveva effettuato una fotografia dello stato della portualità italiana individuando le azioni da mettere in campo, delle quali solo alcune sono state intraprese impattando negativamente sul raggiungimento degli obiettivi prefissati”.

 

Il ruolo delle Capitanerie di Porto per la sicurezza

Il Capitano di Vascello Massimo Seno, capo reparto Affari Giuridici e Servizi d’Istituto Comando Generale Capitanerie di Porto, ha sottolineato l’importante ruolo svolto dal Corpo delle Capitanerie di porto-Guardia Costiera che, grazie alle sue caratteristiche di trasversalità, flessibilità e capillarità, assicura in maniera organica e armonica numerose funzioni in campo ambientale, marittimo e portuale.

“I comandi territoriali distribuiti lungo le coste italiane sono titolari di responsabilità nei diversi momenti decisionali e di governance dei sistemi portuali, costituendo un elemento di equilibrata regolazione e controllo delle molteplici attività che convivono all’interno dei porti. In particolare – ha sottolineato il capitano Seno – le Capitanerie di porto presidiano la sicurezza che rappresenta un elemento qualificante per il complesso sistema economico marittimo-portuale”.

  • trasporto marittimo

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