Brexit, gli autotrasportatori inglesi non sono pronti

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giovedì 31 dicembre 2020

Le conseguenze della Brexit che scatteranno dal 1° gennaio, quando il Regno Unito non sarà più formalmente un Paese UE,  creeranno non poche difficoltà al comparto autotrasporto inglese. 
Lo hanno annunciato aziende e autotrasportatori britannici che hanno riferito di essere "non pronti" alla nuova relazione al ribasso con l'Unione europea che inizierà venerdì in seguito al termine del periodo di transizione della Brexit, previsto appunto per la fine dell'anno.

La burocrazia che si dovrà affrontare in seguito all'uscita del Regno Unito dal mercato unico europeo rappresenta il problema principale, secondo le due categorie. Diversi rappresentanti delle aziende e degli esportatori infatti hanno riferito che il tempo concesso per prepararsi ai cambiamenti concordati con Bruxelles la scorsa settimana, non sia sufficiente e temono significativi episodi di caos e difficoltà ai porti verso l'Ue. Questioni che potrebbero portare a prezzi più alti per i consumatori.

Il 24 dicembre scorso, infatti, è stato sottoscritto l'accordo di cooperazione tra UE e Regno Unito, che ha evitato un’uscita traumatica (hard Brexit) del Regno Unito dall’Unione.
L'associazione Anita ha spiegato che inizialmente l'accordo sarà applicato in via provvisoria a partire dal 1° gennaio 2021 e fino al 28 febbraio 2021, in attesa della ratifica del Parlamento europeo e dell'entrata in vigore ufficiale dello stesso.

Sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea è stato pubblicato il Regolamento sulla connettività del trasporto stradale di merci e persone 2020/2224 del 23 dicembre 2020 con il quale l’UE proponeva al Regno Unito di prorogare il regime della licenza comunitaria per assicurare la continuità dei traffici commerciali tra UE e Regno Unito dal 1 gennaio 2021 fino al massimo al 30 giugno 2021. Tale Regolamento, pertanto, non entrerà in vigore.

Dal 1° gennaio 2021 si applicherà in via provvisoria il contenuto dell’accordo che prevede per la parte relativa al trasporto stradale il mantenimento del regime della Licenza Comunitaria per i vettori UE (cioè la liberalizzazione dei trasporti internazionali con l’UE), mentre gli inglesi avranno una propria licenza riconosciuta dall’Unione europea. Unitamente al regime della licenza UE, sono state sostanzialmente confermate le principali norme unionali in vigore nel settore del trasporto stradale (tempi di guida e riposo; tachigrafo; pesi e dimensioni, ecc.).

Tornando ai possibili disagi annunicati dall'autotrasporto inglese, la Federazione delle piccole imprese ha comunicato che solo una su otto di esse avrebbe completato i preparativi per la fine del periodo di transizione, mentre il principale sindacato degli autotrasportatori ha riferito che sette esportatori su dieci non sarebbero pronti alle nuove procedure doganali. Secondo quanto stimato dagli autotrasportatori, saranno circa 220 milioni i nuovi documenti necessari ogni anno per permettere il commercio con l'Unione europea, conteggio nel quale sono inclusi i nuovi documenti doganali, uno per ogni singola spedizione, che potrebbero diventare diverse migliaia per ogni trasporto effettuato ad esempio da corrieri internazionali.

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