Pneumatici ricostruiti, Airp: necessario rispettare la quota obbligatoria nelle flotte pubbliche

venerdì 31 luglio 2020 10:27:27

L’Airp si rivolge al Governo chiedendo di far rispettare la quota obbligatoria riservata ai pneumatici ricostruiti negli acquisti di pneumatici di ricambio da parte delle flotte pubbliche di autoveicoli, introducendo anche controlli e sanzioni per garantire l’effettiva applicazione della norma.

L’Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici riportare i riflettori sul tema degli “acquisti verdi” (o GPP - Green Public Procurement) della Pubblica Amministrazione, tema sempre più centrale per garantire un effettivo sviluppo dell’economia circolare e per il percorso verso lo sviluppo sostenibile.

Il comma 14 dell’articolo 52 della Legge finanziaria del 2002 (Legge 28 dicembre 2001 n. 448) – spiega l’Airp - stabilisce l’obbligo per le pubbliche amministrazioni e per i gestori di pubblici servizi di riservare ai pneumatici ricostruiti almeno il 20% degli acquisti di pneumatici di ricambio. L’efficacia della norma è stata limitata dall’assenza di controlli sulla sua applicazione e dalla mancata introduzione di adeguate misure sanzionatorie in caso di inadempienza da parte dei soggetti obbligati a rispettarla.

“È da segnalare – continua - a questo proposito che molto spesso l’obbligo di utilizzare il 20% di pneumatici ricostruiti viene di fatto disatteso da molti enti pubblici tenuti ad applicarlo. Negli altri Paesi europei economicamente avanzati le percentuali di utilizzo dei penumatici ricostruiti sono decisamente superiori rispetto all’Italia. Basti citare il caso della Francia, che ha recentemente posto come obbligatoria la scelta dei pneumatici ricostruiti per il 100% degli acquisti di pneumatici effettuati dallo stato”.

L’attività di ricostruzione di pneumatici ha una grande valenza ecologica in quanto con la tecnologia della ricostruzione è possibile prolungare la vita dei pneumatici e ritardarne lo smaltimento, con evidenti benefici ambientali. Per affrontare le importanti sfide che i criteri dell’economia circolare e dello sviluppo sostenibile pongono a tutti settori, Airp ribadisce la necessità di introdurre l’obbligo di verifica sugli acquisti effettuati e prevedere un sistema di sanzioni in caso di non ottemperanza alla norma.

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