Rixi (viceministro MIT) a Trasporti-Italia: al lavoro per raddoppiare incentivi Marebonus e Ferrobonus

martedì 29 novembre 2022 16:10:03

Oltre 2.050 realtà e imprese associate, un fatturato aggregato di oltre 62 miliardi di euro, più di 350.000 collegamenti intermodali marittimi e ferroviari e 222.000 lavoratori. I principali numeri di Alis-Associazione Logistica dell'Intermodalità Sostenibile, sono stati presentati oggi dal presidente Guido Grimaldi nel corso dell’assemblea dell’associazione a Roma. 

"L’attuale crisi geopolitica e la conseguente crisi energetica stanno provocando una grande instabilità e incertezza economica e il ruolo del nostro settore si conferma ancora una volta di vitale importanza per garantire la regolarità dei cicli produttivi e distributivi e per fronteggiare l’effetto domino dovuto al rialzo dei prezzi delle materie prime, dei prodotti energetici, dei carburanti e dei beni di prima necessità e di largo consumo”, ha spiegato Grimaldi.

“L’intermodalità marittima e ferroviaria rappresentano non solo una leva di sviluppo economico ma la sola e più immediata alternativa per coniugare la sostenibilità ambientale con quella economica e sociale. Al fine di accompagnare le aziende verso l’ambizioso processo di transizione ecologica, il nostro auspicio è anzitutto che gli investimenti infrastrutturali previsti e le risorse stanziate dal PNRR trovino rapida attuazione insieme a tutti quegli interventi necessari per supportare il trasporto sostenibile e il cambio modale”.

I target di riduzione di emissioni inquinanti fissati per il 2050, ha spiegato il presidente di Alis, sono già stati raggiunti da molti soci grazie a costanti progetti di investimento in green, blue e circular economy.  Nel solo trasporto marittimo, ad esempio, grazie all’impiego di navi ibride di ultima generazione 7 volte più sostenibili rispetto a quelle precedentemente impiegate, l’intero cluster ha ottenuto dal RINA un riconoscimento ufficiale per le performance di abbattimento di emissioni.

“In tale contesto occorre tuttavia che i target europei di sostenibilità non ledano la competitività delle imprese. Mi riferisco in particolare alla proposta di revisione del sistema ETS contenuta nel pacchetto europeo Fit for 55, che prevede l’applicazione di un nuovo e gravoso sistema di tassazione per le compagnie armatoriali”, ha aggiunto Grimaldi.

Infine il riferimento all’importanza dell’incentivo Marebonus per sostenere la conversione modale e, quindi, la competitività dell’intermodalità marittima rispetto al trasporto tutto strada: “Tale misura è considerata una vera e propria best practice italiana, al punto da essere utilizzata come modello di riferimento da diversi Paesi europei, come ad esempio ha fatto recentemente la Spagna. Affinché però tale strumento possa essere davvero efficace, sarebbe necessario aumentarne la dotazione finanziaria ad almeno 100 milioni di euro l’anno”.

Ai lavori di Alis presente anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini che ha parlato dei vantaggi per l’intermodalità di opere come TAV e ponte sullo Stretto, infrastruttura che "porterebbe a risparmiare 140 mln di CO2 con l’asse Palermo-Berlino".

Salvini ha poi citato lo stop dell’Ue alla produzione di veicoli alimentati con benzina o diesel entro il 2035, definendolo dannoso per l’industria europea e per quella italiana.

Infine, il ministro ha criticato la questione limitazione per i camion sul Brennero: “O l'Europa c'è per tutti o non c'è per nessuno. L'Austria impone delle restrizioni al traffico merci in ingresso dall'Italia. Se l'avessimo fatto noi saremmo sotto sanzione da parte della Commissione europea. Lunedì ci sarà una riunione a Bruxelles dei ministri dei Trasporti e si discuterà anche di questo tema”, ha concluso.  

L’intervista al viceministro Edoardo Rixi

All’assemblea Alis è intervenuto anche Edoardo Rixi, viceministro alle infrastrutture e ai trasporti spiegando che è prioritario puntare sulle vie del mare per ottimizzare l'utilizzo delle infrastrutture.

La nuova Legge di Stabilità prevede un finanziamento totale di 50 milioni di euro per Marebouns e Ferrobonus: in merito a eventuali ulteriori stanziamenti, a margine dell’assemblea Rixi ha dichiarato a Trasporti-Italia che al momento in questo senso “non c’è partita corrente”.
“A tutti i ministeri sono stati tolti i soldi su partita corrente, ambito in cui rientrano purtroppo sia Marebonus che Ferrobonus, ma anche il TPL – ha precisato -. Quindi stiamo cercando di trovare soluzioni per recuperare un fondo ulteriore di 50 milioni, misura che ci consentirebbe di alleggerire arterie congestionate sia stradali che autostradali, particolarmente gravate da una fase di forte cantierizzazione. In questo modo si potrebbe alleviare la morsa del traffico che rischia di paralizzare alcuni nodi cruciali del Paese, evitando di bloccare le cantierizzazioni con ritardi importanti sulle opere che invece abbiamo programmato di fare”.

Sul tema autotrasporto Rixi ha spiegato che sul tavolo c’è ovviamente la questione accise ma anche le programmazioni per favorire la dismissione degli automezzi con gli incentivi per l’acquisto dei nuovi veicoli.

“Euro 5 e Euro 6 possono ancora avere un impatto importante – ha detto il viceministro - perché pensare oggi di trasformare tutto in elettrico o idrogeno per quanto concerne il trasporto pesante mi sembra troppo avveniristico in un Paese come il nostro e in un sistema così delicato dal punto di vista infrastrutturale. Per gli incentivi sui nuovi bandi sarà necessario rivedere i temi: incentivi esclusivi per alcune tipologie di carburante in un mondo che cambia così rapidamente rischia di mettere fuori mercato molte aziende. Questo è un aspetto che va affrontato al di là delle ideologie; i bandi dovranno essere relativi non tanto a singole modalità ma dovranno riferirsi a una serie di modelli che inquinano meno e che riducono le emissioni, lasciando la libertà all’azienda di decidere il tipo di alimentazione, considerando che ormai i contesti cambiano repentinamente anche in relazione agli aumenti del costo dell’energia. Oggi va bene parlare di elettrificazione, ma se non produciamo corrente elettrica il rischio è di non far muovere i mezzi”.