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CAMION

Sospensioni

Redazione T-I
11 Maggio 2009
Le sospensioni s’interpongono tra il telaio e gli assali delle ruote assolvendo il delicato compito di assorbire, insieme con gli pneumatici, le asperità del fondo stradale, garantendo comfort all’autista e proteggendo le merci e gli organi meccanici dalle vibrazioni e dalle sollecitazioni dovute alla marcia del veicolo. Le sospensioni sono anche un importante fattore di sicurezza, perché contribuiscono alla tenuta di strada garantendo l’aderenza a terra di tutte le ruote ed assorbendo le forze che provocano il beccheggio e l’imbardata del veicolo.

Tradizionalmente, le sospensioni dei camion sono formate da un assale rigido collegato a balestre, ma negli ultimi anni si sono affermate le sospensioni pneumatiche a controllo elettronico. Sono anche allo studio sistemi a ruote indipendenti, analoghe a quelle delle autovetture, ma finora non hanno ancora avuto applicazioni concrete sui camion medi e pesanti.

Le balestre sono state per molti anni l’unico tipo di sospensione montato sui veicoli per il trasporto merci. Inizialmente si utilizzavano balestre semiellittiche, costituite da una serie di foglie d’acciaio di differente lunghezza, ma del medesimo spessore, collegate da una vite centrale e da una serie di staffe. Un primo limite di questa soluzione è il peso e l’ingombro del “pacco” di foglie; il secondo riguarda l’incapacità del sistema di regolare automaticamente la rigidità dell’effetto molleggiante in funzione del carico, con evidenti disagi in caso di marcia col veicolo vuoto.

Il problema è stato parzialmente risolto con l’avvento delle balestre paraboliche, costituite da un minor numero di elementi, ma caratterizzati da spessore variabile, decrescente verso le estremità; in questo modo il pacco è più leggero e compatto, offrendo al contempo una maggiore flessibilità alle diverse situazioni di carico del veicolo.

Alla fine degli anni Ottanta, hanno incominciato a diffondersi anche sui veicoli industriali le sospensioni pneumatiche, già impiegate con successo sugli autobus. Il sistema si basa su una molla ad aria formata da un soffietto cilindrico di neoprene e nylon all’interno del quale è contenuta dell’aria. Il soffietto è chiuso alle estremità da due tappi metallici, uno collegato al telaio, l’altro all’assale. Un condotto immette l’aria nel soffietto, prelevandola dall’impianto di servizio del veicolo (generalmente dall’impianto frenante). Per assicurare una ripartizione più uniforme del carico sugli assali, le molle ad aria sullo stesso lato del veicolo sono collegate tra loro.

Tale soluzione offre importanti vantaggi: la risposta varia in funzione del carico, il comfort per l’autista è più elevato, così come la sicurezza delle merci trasportate; il sistema è complessivamente più compatto e leggero rispetto alla soluzione meccanica; inoltre, si è rivelato affidabile (funziona anche in caso di perdite d’aria dal soffietto) e consente di variare l’altezza a terra del telaio, caratteristica particolarmente apprezzata nel trasporto di casse mobili.

Inizialmente, le sospensioni pneumatiche sono state applicate a settori di nicchia, come il trasporto di merci voluminose o di unità intermodali, ma la loro evoluzione ne sta estendendo l’uso anche ad altri comparti del trasporto. Oggi vengono applicate perfino nella cantieristica, dove sembrava che le balestre dovessero rimanere l’unica soluzione possibile, a causa della loro elevata resistenza.

Più recentemente sono stati proposti sistemi che integrano molla ad aria ed ammortizzatore a portata variabile, quest’ultimo comandato da una centralina elettronica e da sensori in grado di variare l’effetto ammortizzante in funzione del carico e delle condizioni di marcia del veicolo.

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