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Ania: buoni i dati Aci-Istat ma ancora troppi morti
AUTO

Ania: buoni i dati Aci-Istat ma ancora troppi morti

Redazione T-I
18 Novembre 2010

“E’ un segnale positivo ma che non deve assolutamente farci abbassare la guardia. Anzi ci fa capire in quali ambiti tutti dobbiamo fare di più, perché la battaglia per la tutela della vita e la riduzione degli incidenti stradali è ancora lontana dall’essere vinta”.
Con queste parole il Presidente della Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale, Sandro Salvati, ha commentato il rapporto Aci-Istat 2009 sugli incidenti stradali in Italia presentato ieri.
Rispetto al 2008, i morti sulle strade calano a 4.237 (-10,3%), mentre rimane pressoché invariato il numero degli incidenti (215.405, -1,6%) e dei feriti (307.258, -1,1%) risultanti dai verbali.
“La diminuzione dei morti è significativa e questo è bene – prosegue il Presidente Sandro Salvati – ma come dimenticare che ogni giorno sulle nostre strade perdono la vita 12 persone? Che i morti totali sono pari a 18 terremoti di Abruzzo ogni anno? Che costano alla collettività 30 miliardi di euro, cioè 5/6 volte i disastri ecologici? A questo dobbiamo aggiungere un dramma nel dramma: che oltre un quarto (26% circa) delle vittime è rappresentato da giovani che avevano meno di 30 anni. In un Paese che invecchia come possiamo tollerare che i giovani – il nostro futuro – siano distrutti da comportamenti demenziali alla guida? Se continuiamo di questo passo, nel giro di 10 anni rischiamo di veder sparire la popolazione di una città di provincia di medie dimensioni. Si tratta di una strage a puntate che bisogna continuare a combattere con tutti i mezzi a nostra disposizione”.
Il rapporto Aci-Istat fotografa la situazione con riferimento agli incidenti più gravi, quelli in cui sono intervenute le forze dell’ordine per operazioni di soccorso e di rilevazione delle responsabilità. L’incidentalità stradale è molto più vasta e produce costi elevatissimi per la collettività. Gli incidenti risarciti nel 2009 dal settore assicurativo sono stati 3 milioni 740 mila, in incremento del 3% rispetto al 2008. I feriti denunciati alle assicurazioni hanno superato il milione. Questi sono i dati che evidenziano la reale dimensione del rischio circolazione stradale in Italia e dei costi dell’assicurazione r.c. auto. Enorme il gap che ci separa da altri Paesi, come la Francia, in cui, a parità di parco autoveicoli circolante, gli incidenti risarciti dalle imprese di assicurazione sono stati 1 milione e 700 mila e i feriti poco più di 200 mila.

“E’ un segnale positivo ma che non deve assolutamente farci abbassare la guardia. Anzi ci fa capire in quali ambiti tutti dobbiamo fare di più, perché la battaglia per la tutela della vita e la riduzione degli incidenti stradali è ancora lontana dall’essere vinta”.
Con queste parole il Presidente della Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale, Sandro Salvati, ha commentato il rapporto Aci-Istat 2009 sugli incidenti stradali in Italia presentato ieri.
Rispetto al 2008, i morti sulle strade calano a 4.237 (-10,3%), mentre rimane pressoché invariato il numero degli incidenti (215.405, -1,6%) e dei feriti (307.258, -1,1%) risultanti dai verbali.
“La diminuzione dei morti è significativa e questo è bene – prosegue il Presidente Sandro Salvati– ma come dimenticare che ogni giorno sulle nostre strade perdono la vita 12 persone? Che i morti totali sono pari a 18 terremoti di Abruzzo ogni anno? Che costano alla collettività 30 miliardi di euro, cioè 5/6 volte i disastri ecologici? A questo dobbiamo aggiungere un dramma nel dramma: che oltre un quarto (26% circa) delle vittime è rappresentato da giovani che avevano meno di 30 anni. In un Paese che invecchia come possiamo tollerare che i giovani – il nostro futuro – siano distrutti da comportamenti demenziali alla guida? Se continuiamo di questo passo, nel giro di 10 anni rischiamo di veder sparire la popolazione di una città di provincia di medie dimensioni. Si tratta di una strage a puntate che bisogna continuare a combattere con tutti i mezzi a nostra disposizione”.
Il rapporto Aci-Istat fotografa la situazione con riferimento agli incidenti più gravi, quelli in cui sono intervenute le forze dell’ordine per operazioni di soccorso e di rilevazione delle responsabilità. L’incidentalità stradale è molto più vasta e produce costi elevatissimi per la collettività. Gli incidenti risarciti nel 2009 dal settore assicurativo sono stati 3 milioni 740 mila, in incremento del 3% rispetto al 2008. I feriti denunciati alle assicurazioni hanno superato il milione. Questi sono i dati che evidenziano la reale dimensione del rischio circolazione stradale in Italia e dei costi dell’assicurazione r.c. auto. Enorme il gap che ci separa da altri Paesi, come la Francia, in cui, a parità di parco autoveicoli circolante, gli incidenti risarciti dalle imprese di assicurazione sono stati 1 milione e 700 mila e i feriti poco più di 200 mila.
Da anni le Compagnie di assicurazione hanno costituito la Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale e sono impegnate in progetti di comunicazione e sensibilizzazione dei guidatori e in particolare dei giovani.
Sensibilizzazione, aumento dei controlli, miglioramento delle infrastrutture e, soprattutto, educazione al rispetto delle regole: passa attraverso questi punti l’unica strategia possibile per ridurre il numero delle vittime sulle strade secondo il Presidente della Fondazione Ania.
“Occorrono messaggi forti e chiari per tutti gli italiani, – conclude il Presidente Sandro Salvati –gli incidenti stradali non sono colpa del caso. Studi scientifici dimostrano che per il 20% sono causati dalle infrastrutture e per il restante 80% derivano dai comportamenti umani. Ciò che dobbiamo far capire a tutti è che quando siamo alla guida ci sono delle regole che vanno rispettate. Se ciò non avviene si rischia di uccidere se stessi o di uccidere gli altri”.
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