L'autoriparazione al tempo del Coronavirus: previsto un ritorno alla normalità solo a metà del 2021

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giovedì 26 novembre 2020

Soltanto il 14% delle officine di autoriparazione prevede di ripristinare l’attività di officina ai livelli pre-Covid entro la fine del 2020. Ancora lontane, quindi, le prospettive di ripresa dalla pandemia per il settore dell’assistenza auto.

Il 20% delle officine pensa a un ritorno alla normalità nel corso del primo trimestre del 2021 e un 28% che dichiara di attendersi una ripresa nel secondo trimestre del 2021. La maggioranza delle officine (38%), comunque, sostiene che il ritorno alla normalità avverrà soltanto a partire dalla seconda metà del 2021.
È quanto emerge da un’indagine speciale dell’Osservatorio Autopromotec condotta in ottobre su un campione rappresentativo di officine di autoriparazione del nostro Paese.

Entrando nei dettagli dell’indagine, emergono alcune interessanti indicazioni anche sull’andamento del fatturato delle officine nell’anno in corso rispetto all’anno precedente. Come mostra il grafico, il 18% degli intervistati ha affermato che nel 2020 il fatturato è aumentato, il 39% che è rimasto stabile e il 43% che è diminuito. Ad incidere sul calo è sicuramente il fatto che, in particolare nel periodo del lockdown nazionale a cavallo tra i mesi di marzo e maggio scorsi, gli autoriparatori si sono trovati alle prese con una drastica diminuzione della quantità di interventi d’officina a causa delle stringenti restrizioni alla circolazione.

L’indagine ha poi analizzato anche le possibili conseguenze della pandemia sull’attività e sui prezzi di officina in una prospettiva di lungo termine, ovvero oltre i sei mesi. Ne emerge che, per quanto riguarda il volume di attività, prevalgono nettamente le indicazioni di chi si attende una diminuzione rispetto a chi prevede un aumento (37% contro 11%), seppur in un quadro in cui dominano i giudizi di stabilità (52%). Per i prezzi, invece, la maggioranza degli operatori (77%) ritiene che non vi saranno particolari scossoni. Tra gli altri, prevalgono le indicazioni di aumento (16%) rispetto a quelle di diminuzione (7%).

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