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Via libera dal Cipess a 6,3 miliardi per interventi su strade, ferrovie e infrastrutture idriche. L’80% delle risorse al Sud
Infrastrutture

Via libera dal Cipess a 6,3 miliardi per interventi su strade, ferrovie e infrastrutture idriche. L’80% delle risorse al Sud

Redazione T-I
16 Febbraio 2022

Le opere stradali complementari alla Roma-Latina, il collegamento stradale tra la A1, l’aeroporto di Grazzanise e la direttrice domiziana (variante di Capua), il nuovo collegamento tra Afragola e la rete metropolitana di Napoli nell’area di Bagnoli; la linea ferroviaria Catania-Palermo (2° macrofase), l’autostrada Siracusa-Gela 2°tronco, il nodo ferroviario di Bari, la Statale 106 Jonica nella tratta Catanzaro-Crotone, il completamento dell’elettrificazione della linea ferroviaria jonica, la strada a scorrimento veloce del Gargano, la Poggio Imperiale-Candela, e tra le opere idriche la diga di Campolattaro; il raddoppio della linea ferroviaria Codogno-Mantova, il potenziamento della linea Ravenna-Rimini, la realizzazione della strada Lombardore-Salassa.

Questi alcuni dei principali interventi immediatamente cantierabili, per cui il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (Cipess) ha autorizzato l’anticipazione di oltre 4,7 miliardi di euro del Fondo Sviluppo e Coesione (periodo 2021-2027), a cui si aggiungono 1,6 miliardi di interventi strategici programmati, che verranno attuati non appena sarà disponibile il Piano di fattibilità tecnico economica.

Le risorse, che per l’80% vengono assegnate al Mezzogiorno, finanziano interventi che si pongono in continuità e coerenza con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) e con il Piano Nazionale Complementare (Pnc), per il finanziamento di progetti in campo ferroviario, stradale e idrico.

La scelta operata dal Governo è di potenziare la dotazione infrastrutturale del Paese, e soprattutto del Mezzogiorno, al di là di quanto già previsto con il Pnrr e il Pnc, attraverso la realizzazione di progetti selezionati anch’essi in base agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 e al Green Deal europeo, in linea con quelli del Pnrr e del Pnc.

Mobilità e Infrastrutture Sostenibili

La cifra complessiva di oltre 6,3 miliardi di euro è così suddivisa:

5,4 miliardi di euro (di cui 4,4 al Sud) destinati ai cosiddetti ‘progetti bandiera’ per infrastrutture eque e sostenibili, che vedono come soggetti attuatori Anas, Rfi, le Autorità di Sistema Portuale, le Regioni o le concessionarie regionali, Province o Comuni: il 48% dell’importo totale è destinato a interventi stradali, mentre quelli sulle linee ferroviarie assorbono il 42% delle risorse complessive, il trasporto rapido di massa il 6,8%, il settore idrico il 2,4% quello della navigazione lo 0,3%;

833 milioni destinati a opere di interesse territoriale per programmi che le Regioni e le Province Autonome gestiranno di concerto con gli enti interessati.

Gli interventi finanziati con le risorse FSC 2021-27 rientrano nell’area tematica ‘Mobilità e Infrastrutture Sostenibili’ e riguardano essenzialmente la rete stradale, primaria e secondaria, la rete ferroviaria e il settore idrico.

Gli interventi sulla rete stradale primaria sono finalizzati anche all’aumento della sicurezza e della resilienza ai cambiamenti climatici, e sono complementari al Pnrr e al Pnc che, dati i vincoli europei, non hanno previsto investimenti per questo settore.

Gli investimenti sulla rete stradale secondaria, inseriti nei programmi regionali, aumentano le risorse previste nel Pnc per le aree interne e riguardano progetti volti ad aumentare la resilienza della rete e ad accrescere la connessione tra aree più periferiche, centri urbani e le principali reti di trasporto.

Gli interventi sulla rete ferroviaria sono in gran parte addizionali al Pnrr perché attengono a progetti che necessitano di risorse certe e immediatamente disponibili per portare a compimento le misure del Piano oppure a interventi, soprattutto al Sud, i cui tempi di completamento superano i termini temporali previsti dal Pnrr.

Anche per il settore idrico, i finanziamenti del FSC 2021-27 sono addizionali a quelli del Pnrr e riguardano soprattutto tre regioni del Sud, Campania, Sicilia e Sardegna, che negli ultimi anni hanno maggiormente subito gli effetti dei cambiamenti climatici.

 

 

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