La via della seta del XXI secolo: a Venezia i protagonisti del trasporto Europa-Cina

lunedì 27 novembre 2017 17:14:49

L'enorme sviluppo economico della Cina e la nuova spinta alla globalizzazione hanno evidenziato la necessità di incrementare e sviluppare tutte le modalità di trasporto tra il Paese asiatico e l'Europa, attraverso quella che oggi chiameremo "La via della seta del XXI secolo". I collegamenti terrestri, marittimi e aerei, proprio per la crescita delle città della Cina necessitano di nuove infrastrutture che rispondano alla crescita della domanda di import export tra Europa e Cina: "Belt and Road", infatti, è il titolo del convegno organizzato da TEH Ambrosetti  a Venezia, scelta non casuale, in quanto rappresenta la storica porta verso l'oriente.

Il convegno sulla nuova Via della Seta, ha visto il confronto tra i partner cinesi ed europei al fine di creare 'destini condivisi': "Fin dal 2015 il porto di Venezia ha siglato accordi con i porti cinesi per lo sviluppo infrastrutturale ed operativo - spiega Pino  Musolino, presidente dell’autorità portuale del Nord est -. Ma è tutto il sistema Venezia ad essere impegnato in questo scambio costante per attuare la strategia di crescita prevista da One Belt One Road (OBOR), dal comune di Venezia, che ha sottoscritto accordi con aree e città della via della seta che permettano la crescita economica attraverso lo sviluppo del commercio  e il movimento delle persone. La nuova globalizzazione passa oggi da strade, porti e aeroporti”.

La Cina già da anni ha sviluppato i suoi porti, in particolare Tianjin, rappresentata al convegno da Li Quanyong, responsabile economico del porto, che ha ricordato che "lo sviluppo dei porti ha generato una crescita del Pil del 65% negli ultimi anni". Proprio Tianjin è un pezzo d’Italia, in cui le aziende italiane hanno investito molto. La via marittima è la principale via della seta, occorre potenziare tutte le infrastrutture, agganciando i driver cinesi, mettendo a disposizione le competenze delle nostre aziende, spiega Riccardo Maria Monti (Chairman Italfer). Dal convegno è emersa, inoltre, la necessità di comprendere, per le istituzioni e le aziende italiane, quali possano essere i vantaggi in termini economici dalla crescita degli scambi commerciali con la Cina.

"Le maestranze italiane ben si inserirebbero nella costruzione di strade, ferrovie e porti, che potrebbero eventualmente passare anche dalla Georgia, come "scorciatoia" della Via della Seta e che necessita di grandi investimenti per poter fare da ponte tra la Cina e l'Europa - dichiara l’Ambasciatore italiano in Georgia Antonio Enrico Bartoli -, investimenti in parte già stanziati dal governo georgiano. "Un progetto ambizioso, che ha in progetto investimenti di 3 miliardi di dollari, tra pubblico e privato, e che con lo sviluppo della rete ferroviaria velocizza il trasporto bypassando la Russia", aggiunge Katevan Bochorishvili, CEO JSC Analia City, Georgia. "Quali sono le possibili applicazioni del progetto OBOR? La Cina conta più di 300 città marittime e con infrastrutture e impianti adeguati è possibile, ad esempio, consegnare il pesce in più breve tempo migliorandone la qualità e la freschezza, conclude Ly Lanfang, Founder and Chairwoman di Whale Offshore Engeneering Group.  La via della seta del XXI secolo é un'opportunità di sviluppo enorme sia per la Cina che per i partner, un'opportunità che per l'Italia in particolare che avrebbe ricadute positive sul turismo aprendo nuove opportunità di sviluppo che adegui le modalità di accoglienza. 


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