Coronavirus: nuove misure urgenti per il contenimento

giovedì 27 febbraio 2020 10:29:19

Arrivano nuove misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19. Lo ha annunciato l'associazione Anita.
Dopo l’emanazione del decreto legge 23 febbraio 2020, n. 6 e del DPCM 23 febbraio 2020, il Governo ha emanato ulteriori disposizioni attuative per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, con DPCM 25 febbraio 2020.

Sono state confermate le disposizioni contenute nel DPCM 23 febbraio 2020 con riferimento alle “zone rosse” e alle misure già evidenziate che hanno impatto sulle attività del settore.
Si confermano i Comuni che fanno parte delle “zone rosse” in Lombardia (Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini) e in Veneto (Vò), nelle quali permangono le seguenti prescrizioni:
sospensione dei servizi di trasporto di merci e di persone, terrestre, ferroviario, nelle
acque interne e pubblico locale, anche non di linea, con esclusione del trasporto di beni di prima necessità e deperibili e fatte salve le eventuali deroghe previste dai prefetti territorialmente competenti;
sospensione delle attività lavorative per le imprese, ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità, compresa l’attività veterinaria, nonché di quelle che possono essere svolte in modalità domiciliare ovvero in modalità a distanza. Il Prefetto, d’intesa con le autorità competenti, può individuare specifiche misure finalizzate a garantire le attività necessarie per l’allevamento degli animali e la produzione di beni alimentari e le attività non differibili in quanto connesse al ciclo biologico di piante e animali;
sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti o domiciliati, anche di fatto, nel comune o nell’area interessata, anche ove le stesse si svolgano fuori dal Comune o dall’area indicata.
Al tempo stesso restano invariate le misure di contenimento contenute nell’art. 2 del DPCM 23 febbraio 2020, vale a dire l’obbligo per gli individui che dal 1° febbraio abbiano transitato e sostato nei comuni delle “zone rosse” di comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio, “ai fini dell’adozione da parte dell’autorità sanitaria competente, di ogni misura necessaria, ivi compresa la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva”.

Ciò premesso, le nuove disposizioni contenute nel DPCM 25 febbraio 2020 in tema di contenimento del contagio e riportate nell’art. 1, contemplano – tra l’altro – anche la sospensione degli esami per il conseguimento della patente di guida nelle provincie di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Milano, Padova, Parma , Pavia, Piacenza, Rovigo Treviso, Venezia, Verona e Vicenza, e, nelle stesse provincie, un accesso contingentato agli uffici della Motorizzazione civile, disposto dai dirigenti preposti.

Tra le novità si segnalano specifiche misure di semplificazione degli adempimenti relativi al “lavoro agile”. In particolare tale modalità di lavoro, disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge n. 81 del 22 maggio 2017, è applicabile in via provvisoria, fino al 15 marzo 2020 (per i datori di lavoro aventi sede legale o operativa nelle Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria, e per i lavoratori ivi
residenti o domiciliati che svolgano attività lavorativa fuori da tali territori) a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni, anche in assenza degli accordi individuali. Gli obblighi di informativa cui il datore di lavoro è tenuto, sono assolti in via telematica.

Il decreto inoltre conferma le disposizioni contenute nelle ordinanze – pubblicate nella Gazzetta Ufficiale odierna - adottate dal Ministro della salute d’intesa con i Presidenti delle Regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Veneto il 23 febbraio 2020 nonchè l’ordinanza adottata dal Ministro della salute d’intesa con il Presidente della Regione Liguria il 24 febbraio 2020.

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