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Sicurezza stradale: AXA Winterthur e Dekra insieme per l’obiettivo Visione Zero
AUTO

Sicurezza stradale: AXA Winterthur e Dekra insieme per l’obiettivo Visione Zero

Redazione T-I
2 Luglio 2014
  • dekra

Da circa 30 anni con i crash test condotti a Wildhaus AXA Winterthur e Dekra seguono il cambiamento in atto sul fronte della sicurezza con l’obiettivo “visione zero”, ossia un futuro senza più vittime della strada grazie alla tecnica.
Se nel 1985 i decessi dovuti a incidenti stradali erano ancora 908 in Svizzera e 9235 in Germania, nel 2013 nei due paesi si registravano rispettivamente 269 (-70%) e 3340 (-64%) vittime della strada. Questa positiva evoluzione non è ascrivibile a un unico elemento e risulta piuttosto da un mix di sviluppo tecnologico, emendamenti legislativi e sensibilizzazione ai rischi insiti nel traffico stradale.
Tre sono i temi centrali che negli ultimi 30 anni hanno fatto da sfondo all’evoluzione della sicurezza nel traffico e ai crash test di Wildhaus.
Il primo è quello delle cinture di  sicurezza; segue la sicurezza dei bambini: periodicamente posta in primo piano nel corso dei crash test, ciò ha anche fatto sì che entrassero in vigore nuove prescrizioni per il loro trasporto sicuro in seggiolini; infine l’assistenza alla guida quali ABS, ESP, ecc.
Quest’anno, durante i crash test di Wildhaus, si è voluto operare un raffronto tra auto di qualche anno fa e i corrispondenti modelli odierni.
“Oggi, in caso d’incidente, chi viaggia a bordo di veicoli moderni è molto ben protetto. Sussistono invece ancora dei deficit relativamente agli utenti della strada meno protetti quali pedoni e motociclisti”. spiega Jörg Ahlgrimm, responsabile dell’Analisi degli incidenti presso DEKRA, riferendosi a una dimostrazione con un sistema di protezione dei pedoni. Il test ha dunque gettato luce sull’utilità dei sistemi passivi ma anche sui loro limiti, l’attenzione è stata quindi riportata sugli strumenti ausiliari elettronici.
Stando alle statistiche compilate in Svizzera (USTRA) e in Germania (Ufficio federale di statistica), oltre il 90% degli incidenti stradali è provocato da errori commessi dai conducenti dei mezzi. Il fattore ‘uomo’ dovrebbe pertanto essere supportato da strumenti ausiliari elettronici, ovvero sostituito dal pilota automatico.
“Grazie alla combinazione di moderni dispositivi quali misuratore di distanza, sistema per il controllo automatico della traiettoria e sistema di regolazione automatica della velocità i veicoli possono percorrere determinate tratte senza bisogno dell’intervento umano” spiega Jörg Ahlgrimm. E Bettina Zahnd aggiunge: “A questo punto occorre la volontà di politica e industria nonché una maggiore fiducia che porti i conducenti a servirsi coerentemente di detti sistemi e ad accrescere così la sicurezza sulle strade”.
Il supporto tecnico per il conducente è largamente accettato nonché auspicato, rivela un sondaggio di recente condotto dalle due aziende.
In vista dell’acquisto della loro prossima auto, gli interpellati hanno dichiarato di non voler rinunciare a sistemi di sicurezza quali ABS (97%), ESP (79%) e Blind Spot Information System (71%). Su dieci partecipanti al sondaggio nove ritengono infatti che i sistemi di assistenza alla guida accrescano la sicurezza nel traffico. Solo il 41% è però anche convinto della sicurezza insita nei veicoli autosterzanti. Ciò rivela l’esistenza di alcuni dubbi e spiega al tempo stesso perché, ad oggi, oltre tre quarti degli interpellati non siano propensi ad acquistare un veicolo autosterzante e il 38% adduca come motivo principale le perplessità nutrite in merito alla sicurezza.

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