Porti: Trieste e Monfalcone insieme per ridurre le emissioni delle navi

venerdì 8 ottobre 2021

Un sistema portuale sempre più green. L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale e le Capitanerie di Trieste e Monfalcone, hanno promosso un accordo per ridurre l’impatto delle emissioni in atmosfera da parte delle navi nei due porti amministrati dall’Authority giuliana.

Il “Trieste & Monfalcone Blue Agreement”, che entrerà in vigore dal punto di vista operativo nelle prossime settimane, prevede che le navi ( es. da crociera e RO-RO) già in fase di avvicinamento ai porti e all’ormeggio, utilizzino un combustibile a basso tenore di zolfo e quindi con emissioni minori di quello che sarebbe normalmente ammesso dalla legge, contribuendo al miglioramento della qualità dell’aria nell’ambito urbano.

"Un’azione lungimirante da parte dell’industria marittima"

“Non esiste crescita del porto senza sostenibilità - ha commentato Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale - e ora più che mai, attraverso i fondi del PNRR, stiamo lavorando per rendere sostenibile questa crescita: da una parte l'elettrificazione di tutte le banchine di Trieste e Monfalcone, dall'altra il continuo potenziamento di quella che è la nostra possibilità di utilizzo della ferrovia, in modo da evitare che ci sia un forte sbilanciamento del traffico sulla tratta stradale camionistica”.

L’ammiraglio Vincenzo Vitale, direttore marittimo del Friuli Venezia Giulia e comandante del porto di Trieste ha spiegato che sostituire volontariamente il combustibile più pesante con il Marine Gasoli al più basso contenuto di zolfo (NOx) a 4 miglia dalla costa sia di Trieste che di Monfalcone, anziché farlo in porto come la legge internazionale oggi stabilisce, "è un’azione lungimirante da parte dell’industria marittima; e di promettente preludio per un inizio reale della transizione ecologica, che deve vedere la rapida riduzione dell’uso dei combustibili fossili tradizionali a favore di un impiego massivo, seppur temporaneo, del Gas Naturale, per poi transigere ai combustibili alternativi carbon free e, per quanto possibile nel settore marittimo, all’energia rinnovabile. Si tratta di una missione coerente con quella più ampia delle Istituzioni e della comunità internazionale di salvaguardare il nostro, unico, pianeta” ha concluso l’ammiraglio Vitale.

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