Trieste: ex Ferriera diventa polo logistico. Al via piano di riconversione

martedì 30 giugno 2020 10:31:27

Firmato in Prefettura a Trieste l’Accordo di programma per l’attuazione del progetto di riconversione industriale della Ferriera. L’accordo mira a rilanciare il comprensorio industriale, dove sorgeva l’altoforno della Ferriera di Servola spento nei mesi scorsi dopo 123 anni di attività. Obiettivo è quello di far nascere al suo posto un polo logistico a servizio del porto e dell’economia del territorio.

Presenti all’evento, ospiti del prefetto di Trieste, Valerio Valenti, le Istituzioni e le parti private coinvolte nell’accordo: il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, il presidente della Regione FVG, Massimiliano Fedriga, il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, il Commissario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Mario Sommariva, l’Agenzia del Demanio, oltre ai  rappresentanti di Arvedi, gruppo di Cremona proprietario dell’acciaieria e Icop-PLT, pool concessionario della Piattaforma Logistica Trieste.

“L'Accordo di programma per la Ferriera di Servola – spiega il commissario del porto di Trieste, Mario Sommariva -, deve essere inteso come il passaggio epocale verso una fase di nuova industrializzazione del nostro territorio. Esempio virtuoso di collaborazione e sinergia istituzionale”.

“L'Authority giuliana - continua - con questa operazione riesce nello scopo di salvaguardare integralmente i lavoratori, risanando l'ambiente e creando nuove prospettive per le generazioni future. Trieste dimostra di essere una moderna città proiettata verso uno sviluppo avanzato e sostenibile, poiché porto e industria sono un binomio inscindibile. Esempio per tutto il Paese in una fase difficile come quella attuale”.  

Il piano di riconversione

A fronte di una concessione di 26 anni da parte dell’Authority giuliana, l’investimento complessivo di Icop-PLT sarà di circa 127 milioni di euro. L’acquisto dei terreni di Arvedi da parte di Icop-PLT, avrà un valore di circa 21 milioni di euro.

Gli anni pervisti per la riconversione sono 5, con una suddivisione in 3 fasi distinte, e un valore di 98 milioni. Il nuovo terminal logistico verrà dotato di 2 gru e di altre attrezzature di banchina, con un investimento di 7 milioni di euro.

Il nuovo assetto dei terreni, sarà formato dal consolidamento dell'investimento del gruppo Arvedi nel laminatoio a freddo per la parte industriale, e dallo smantellamento e riconversione dell'area a caldo in un terminal portuale e ferroviario, collegato allo sviluppo della nuova Piattaforma Logistica, guidata dal gruppo Icop-PLT. Si tratta in sostanza di due aree equivalenti: quella privata, gestita attualmente da Arvedi, viene demanializzata e assegnata all'Authority giuliana, con successiva concessione dei terreni a Icop-PLT, mentre quella attualmente pubblica viene ceduta ad Arvedi.

Sull’ex area a caldo si svilupperà il raccordo ferroviario della stazione di Servola che potrà accogliere treni completi da 750 metri, nonché uno snodo autostradale diretto sulla Grande viabilità, ponendo le basi per il successivo avvio dei lavori del Molo VIII, previsto dal Piano regolatore portuale, approvato nel 2016.

Gli interventi previsti dalla Icop, socia di Piattaforma Logistica Trieste, si concentreranno prevalentemente sulla bonifica e messa in sicurezza del perimetro, e verranno realizzati in 3 fasi, non appena saranno portate a termine da Arvedi le attività di smantellamento di tutti gli impianti e i materiali ferrosi.

Importanti prospettive per l’occupazione. Al termine dei lavori di messa in sicurezza permanente dell’area a caldo della Ferriera, più di 100 saranno le persone utilizzate nell’attività di sviluppo logistico del comprensorio. Gli addetti dell’attività logistica per la siderurgia potranno essere impiegati immediatamente per lo svolgimento di operazioni e servizi portuali conto terzi per l’approvvigionamento di materia prima (rottame, ghisa, minerali di ferro), sia a servizio del gruppo Arvedi, sia per la spedizione via mare dei prodotti finiti destinati al Mediterraneo e Medio Oriente.

Gli eventuali step successivi del progetto, che includono la realizzazione del Molo VIII, prevedono l’impiego di altre centinaia di addetti, rappresentando una delle prospettive di lavoro più rilevanti per il futuro della città di Trieste.   

 

 

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