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Autotrasporto: verso cinque giorni di blocco dei camion al Terminal VTE di Genova-Voltri
CAMION

Autotrasporto: verso cinque giorni di blocco dei camion al Terminal VTE di Genova-Voltri

Redazione T-I
2 Luglio 2018

Cinque giorni di fermo dell’autotrasporto dal 12 al 17 luglio 2018 nei servizi al Terminal VTE di Genova-Voltri. La ragione è nei tempi di attesa per i camion “che hanno superato ogni limite di guardia e tolleranza e che si traducono in una perdita secca per le imprese di autotrasporto, che con mezzi “fermi” non producono risultati ma solo costi, e che ormai da anni si accollano gli oneri per disservizi che non sono i loro, ma quelli di un terminal container bravissimo evidentemente a gestire il fronte mare, ma incapace di governare i flussi in-out sul fronte terra”, scrive l’associazione Trasportounito in una nota.

L’annuncio del fermo vede in prima linea anche le associazioni Cna Fita, Confartigianato Trasporti e Fai Conftrasporto che confermano: “Le imprese di autotrasporto contestano ormai da molto tempo gravi difficoltà operative presso il Terminal VTE di Voltri-Prà, enormi tempi di attesa al carico/scarico dei contenitori, code dei veicoli nelle c.d. aree
buffering causate dai blocchi operativi, fermi camion tassativi per “cambi turno” e denunciano la conseguente impossibilità di programmare viaggi e consegne, la inevitabile diffusione di irregolarità nei tempi di guida e di riposo e violazioni della sicurezza stradale”.

“A causa dei gravi blocchi operativi creati dal Terminal VTE le imprese di autotrasporto hanno bruciato in un anno circa 10 milioni di euro, a fronte di utili che il terminal VTE fatica addirittura ad abbattere. E le attese operative dei camion ricadono quindi in forma di disservizi anche sugli altri operatori, spedizionieri e compagnie marittime e quindi sulla merce – scrive ancora l’associazione -. Un anno di trattative al Tavolo dell’Autorità di Sistema ha prodotto un nulla assoluto con un Terminal VTE che non ha investito nulla per velocizzare i processi di lavoro e con discussioni tanto interminabili quanto prive di risultati  con gli altri operatori su eventuali azioni correttive di sistema”.

“Nella nota congiunta con le altre organizzazioni di categoria – ha sottolineato Giuseppe Tagnochetti segretario regionale Liguria di Trasportounito – abbiamo sottolineato i rischi di tensione incontrollata e incontrollabile che potrebbero verificarsi ai varchi portuali. Certo è che la violazione quotidiana del protocollo d’intesa sottoscritto da autotrasporto con il Presidente Toti, il Sindaco, Confindustria e tutti gli operatori portuali, pur a fronte di una disponibilità delle imprese di autotrasporto a confrontarsi  su quello che dovrà essere il nuovo modello operativo portuale, necessario per affrontare il congestionamento prodotto dalle mega navi (apertura h24,  intermodalità più funzionale, sviluppo di telematica di servizio) contrasta in modo evidente con una situazione  costantemente peggiorata; e ciò  ha eroso qualsiasi residuo rapporto di fiducia”.

“Il tempo ora è scaduto, la situazione è inaccettabile e rischia di diventare incontrollabile. I tempi di attesa al terminal assumono le caratteristiche di un vero e proprio ‘colpo di grazia’ per un autotrasporto contenitori già in una situazione drammatica, anche per via dell’aumento dei costi del gasolio e della incapacità di ottenere da spedizionieri e compagnie marittime tariffe di servizio adeguate. E per l’autotrasporto esiste solo una risposta accettabile: VTE deve intervenire velocemente e risolvere le attese (attese rispetto alle quali è allo studio una Class action).  In parallelo gli altri operatori devono iniziare a pagare adeguatamente i servizi di autotrasporto, smettendola di fare dumping tariffario. Nel frattempo l’Autorità Portuale deve immediatamente iniziare a tracciare e certificare le attese nel ciclo documentale e operativo dei camion in porto ed impegnare gli operatori responsabili, individuati dalla stessa Autorità, ad indennizzare automaticamente l’autotrasporto, superata una soglia minima fisiologica di fermo macchina”, ha concluso l’associazione.

Le associazioni, con la dichiarazione di protesta, chiedono il tempestivo avvio delle trattative per la redazione di un accordo scritto che coinvolga Autorità di Sistema Portuale, Istituzioni, Operatori e Autotrasportatori che riconosca:
1. Il principio per cui il costo delle attese dei camion venga indennizzato.
2. La tracciabilità telematica e verificabilità pubblica dei tempi operativi e delle attese in tutte le fasi
del ciclo camionistico (fase documentale, pre-gate, gate in, carico/scarico cnt, gate out).
3. Le procedure, i termini e la valorizzazione degli indennizzi destinati ai vettori danneggiati.

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