Divieti Brennero: secondo Confartigianato Trasporti bloccano il 20,3% dell’export made in Italy

venerdì 12 luglio 2019 10:35:02

Le ripercussioni delle limitazioni del traffico merci sul Brennero sono rilevanti per l’economia italiana, fortemente vocata alle esportazioni. L’analisi dei dati sul traffico merci attraverso le Alpi evidenzia che nel 2017 il Brennero è il valico alpino che registra il maggior traffico di merci su strada con 35,6 milioni di tonnellate, pari ad un quarto (24,4%) del totale, davanti a Ventimiglia (13,4%), Schoberpass (12,4%), Tauern (11,2%) e Wechsel (10,9%); il valico è anche primo per merci trasportate in treno con 13,8 milioni di tonnellate, pari ad un quinto (19,7%) del totale, seguito da Sempione (19,3%), Gottardo (19,3%), Semmering (15,7%) e Tauern (14,6%).

La direttrice del Brennero veicola il 20,3% del made in Italy, pari a 2.855 euro al secondo. Per il Nord Est l’export via Brennero sale all’8,7% del PIL. Questi i dati risultanti dal monitoraggio effettuato dall’Ufficio Studi Confartigianato. 
Mancano tre settimane all’entrata in vigore dei nuovi divieti per il trasporto merci in Austria, su cui i governi di Italia e Germania sono intervenuti con una comunicazione al Commissario europeo ai Trasporti, Violeta Bulc.

Il 14° Rapporto Confartigianato ‘Ingegno, valore d’impresa’ propone una analisi dei flussi di made in Italy che viene traportato attraverso il Brennero verso l’Austria e i paesi europei quali Germania, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Norvegia e Svezia; nel 2018 tale flusso ammonta a 90.043 milioni di euro, pari ad un quinto (20,3%) delle esportazioni manifatturiere italiane e che rappresenta il 5,2% del PIL. Nel dettaglio l’export è diretto principalmente in Germania (61,6%), seguita da Austria (10,5%) e Belgio (9,9%). In un anno le esportazioni verso questi paesi crescono del 4,3%. Attraverso la direttrice del Brennero transitano 2.855 euro di made in Italy al secondo.

“Le analisi sui dati elaborati del nostro ufficio studi se da un lato riempiono d’orgoglio per la capacità delle nostre imprese e la qualità del saper fare italiano che viaggia in Europa e nel mondo, dall’altro provocano indignazione e frustrazione rispetto alle scelte attuate dal Tirolo per bloccare, con scuse di carattere ambientale, la produttività ed il dinamismo del Made in Italy che passa per il Brennero”. Questo il commento del Presidente di Confartigianato Trasporti Amedeo Genedani, sui dati del focus che conferma quanto sia strategica l’arteria del Brennero per la merce trasportata verso i mercati esteri.

Freni artificiosi al flusso di merci esportate sarebbero particolarmente gravi nell’attuale fase di rallentamento del ciclo economico: nel primo trimestre del 2019 si registra una ‘crescita zero’ della produzione manifatturiera in Germania.

L’analisi del grado di esposizione sui sette mercati del Nord-Ovest d’Europa evidenzia che il rapporto tra export nei sette paesi in esame e PIL del territorio tocca il massimo dell’8,7% nel Nord-Est, seguito dal 5,4% del Nord-Ovest, dal 4,6% del Centro e dall’1,9% del Mezzogiorno.

Nel 2018 l’Autostrada del Brennero ha registrato un volume di traffico pesante di 1.489,4 milioni di veicoli-km, pari al 7,6% del traffico autostradale italiano di veicoli pesanti, ed è risultato in salita del 4,0% nell’ultimo anno, quasi il doppio del +2,3% della media nazionale. Considerando che la tratta monitorata è la A22 Brennero-Verona-Modena che conta 314 km, il volume di traffico nell’anno equivale - tenuto conto del calendario della limitazione della circolazione dei mezzi pesanti - a 610 veicoli pesanti all’ora che percorrono l’intero tratto, il 39,5% in più rispetto ai 437 veicoli pesanti registrati sul totale delle autostrade italiane.

“La questione sta esplodendo in tutta la sua gravità. Il comparto economico-produttivo, e di conseguenza il settore dell’autotrasporto su cui viaggia la merce, apprezza gli interventi del Ministero dei Trasporti italiano in sinergia con quello tedesco, ma adesso - conclude Genedani - attende una reazione concreta del Governo di contrasto alle iniziative unilaterali austriache”.

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