Green Pass e trasporto passeggeri: il punto della situazione della CNA Veneto

lunedì 13 settembre 2021

L'ultimo decreto di ordinanza del Governo ha ridelineato una mappa dell'obbligo del Green pass, esteso anche ai viaggiatori su trasporti a lunga percorrenza. 
Ma cosa cambia per i pullman e i trasporti urbani?

Per bus, pullman, tram e metro, vale a dire i trasporti pubblici, non è necessario avere il Green Pass e si sale solo con il titolo di viaggio. Ma poiché permane la riduzione della capienza, seppure portata dal 50 all'80%, CNA Veneto precisa che con ogni probabilità si renderà necessario, come per la scorsa primavera, ricorrere all'ausilio di mezzi privati in supporto alle corse scolastiche; anche per questi servizi aggiuntivi l'ultimo decreto stabilisce che non vi sia obbligo di Certificazione Verde.

Per i bus turistici obbligo di controllo del Green Pass da parte degli autisti

"Secondo questo ultimo decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale giovedì 2 settembre – risponde Massimo Fiorese, Presidente Trasporto persone CNA Veneto – viene confermata la capienza all'80% con obbligo di mascherina a bordo durante tutto il tragitto. Green Pass obbligatorio per bus turistici e servizi a lunga percorrenza. Non sono tenuti alla certificazione verde i bus scolastici ed i mezzi di supporto a questo trasporto, sia pure privati. Sul versante del trasporto turistico – in lieve ripresa seppure per ora i gruppi siano ancora pochi – relativamente all'obbligo di Green Pass vale il controllo effettuato dagli autisti, anche se spesso le verifiche siano effettuate già dalle agenzie di viaggio o dalle compagnie aeree nel caso di tratti di turisti provenienti dall'estero. In conclusione, sottolineiamo quindi che per quanto riguarda i mezzi privati che eventualmente verranno messi a disposizione a supporto delle tratte urbane per i trasporti scolastici, come è stato fatto la scorsa primavera, non vi è alcun obbligo di Green Pass".

Fiorese ha precisato che per quanto riguarda il territorio di Venezia di circa 80-100. Per quanto riguarda l'intera regione Veneto, circa 400 mezzi, un centinaio in meno rispetto a quanto messo in campo la scorsa primavera; sono appunto ripresi, seppure a ritmo ridotto, i flussi turistici che ci impegnano con un maggior numero di servizi.

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