Aeroporto di Catania: nel 2020 passeggeri in calo del 64%

giovedì 21 gennaio 2021

L’aeroporto di Catania ha chiuso il 2020 registrando un calo di passeggeri di circa il 64%, causato dalla pandemia e dalle misure prese dai Governi per contenere il contagio. Secondo i numeri elaborati dall’Ufficio Dati di SAC, nel corso dell’anno appena passato, i passeggeri in transito nello scalo etneo sono stati 3.654.457 contro i 10.223.113 dell’anno precedente (-64,25).
Nel dettaglio, i passeggeri nazionali sono stati 2.686.189, contro i 6.436.828 del 2019 (-58,2%): di questi, 1.346.108 in partenza e 1.340.081 in arrivo.
Relativamente al comparto internazionale, maggiormente colpito dalla crisi sanitaria, nel 2020 sono stati 968.268 i passeggeri complessivi contro i 3.786.285 del 2019 (-74,4%): 483.464 in partenza e 484804 in arrivo.
Il mese più trafficato del 2020 è stato gennaio: prima dello scoppio della pandemia sono transitati in aeroporto 609.750 passeggeri con una crescita di quasi il 5% (+4,94% rispetto al 2019).
Numeri raggiunti anche nel mese di agosto che, con 609.301 passeggeri transitati (-45,9%) risulta il più trafficato dopo il lockdown, a dimostrazione della capacità di ripartenza dello scalo etneo.
Il mese che ha fatto registrare il minor traffico è stato invece maggio 2020, con 13.588 passeggeri (-98,59% rispetto all’anno precedente). Trend che si è mantenuto, seppur con qualche lieve miglioramento, anche nel periodo del lockdown, che ha visto l’Aeroporto di Catania restare operativo per garantire la mobilità da e per l’Isola.
Nel dettaglio, tra marzo e maggio 2020 sono transitati 138.722 passeggeri contro i 2.500.515 del 2020 (-94,45%).
È stata ancora Roma Fiumicino la rotta più trafficata, con 324.424 passeggeri in partenza, seguita da Milano Malpensa, con 252.835 passeggeri e Milano Linate, con 106.316.
Per quanto riguarda, invece, le rotte internazionali, è stata Malta la destinazione più trafficata, con 41.057 passeggeri in partenza, seguita da Amsterdam (30.175) e, Francoforte (22.832).
Il 2020 è stato, però, anche l’anno dell’arrivo di nuove compagnie aeree e dell’apertura presso lo scalo etneo della nuova base WizzAir. Questo ha portato ad aumentare i voli per alcune destinazioni nazionali e, contestualmente, ha spinto le compagnie aeree a ribassare i costi dei biglietti.
Per quanto riguarda l’attività di screening sanitario per contrastare la diffusione del Covid 19, la società di gestione dello scalo etneo ha messo a disposizione dei sanitari dell’Asp l’area del Terminal C, all’interno del quale sono state realizzate le postazioni per effettuare i tamponi rapidi ai passeggeri in arrivo.
Inoltre, sin dall’inizio della pandemia, l’aeroporto ha provveduto a installare 4 termoscanner – due alle Partenze e due agli Arrivi – per il controllo della temperatura, alla sanificazione continua di ambienti e vaschette portaoggetti, all’installazione di dispenser con liquido igienizzante a disposizione dei passeggeri e a bonificare tutte le componenti del sistema di ventilazione e condizionamento.
“Quello che si è appena concluso è stato decisamente un annus horribilis e non solo per il comparto aereo – commentano il presidente e l’amministratore delegato di SAC, Sandro Gambuzza e Nico Torrisi –. Il nostro scalo, come gli altri, ha subito gli effetti causati dallo scoppio della pandemia e dalla conseguente contrazione dei voli, soprattutto nel comparto internazionale. Purtroppo, siamo chiamati a fare ancora sforzi importanti e a stringere i denti, confidando nel rallentamento della diffusione del virus e nell’efficacia della campagna vaccinale, e ci auguriamo che, in un futuro non troppo lontano, l’Ue e le compagnie aeree provvedano a elaborare strategie e misure per consentire la ripresa dei voli e dei viaggi”.

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