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Temperatura controllata

Redazione T-I
12 Maggio 2009
L’espansione del mercato degli alimentari freschi e surgelati – ma anche l’evolversi delle normative igieniche e l’esigenza di tenere sotto controllo la temperatura cui vengono trasportate opere d’arte e apparecchiature ad alta tecnologia – hanno fatto espandere sensibilmente il mercato degli allestimenti per trasporti in regime di temperatura controllata, regolato dalle normative internazionali Atp. I veicoli che eseguono questo tipo di trasporti lavorano all’interno di una catena specifica, che inizia nello stabilimento di produzione e termina nel momento con cui il prodotto raggiunge il suo cliente finale.
Gli allestimenti isotermici e frigoriferi riportano una classificazione costituita da una sigla di 2, 3, 4 o 5 lettere, come per esempio IN, FRC, FRAK o COFNA. Secondo le esigenze di trasporto, infatti, possono essere utilizzati vari tipi d’allestimento: celle isotermiche (I), furgonature frigorifere (FR), coibentazioni su furgoni isotermici (COI) o frigoriferi (COF). Ciascun tipo è diviso in tre classi: A, B e C, che corrispondono alla capacità di mantenere temperature rispettivamente sino a 0, -10° e -20°C, come richiesto per il trasporto di prodotti freschi, surgelati e congelati. Per ogni allestimento frigorifero, la temperatura massima impostabile e mantenibile deve essere di +12°C.

La classificazione delle furgonature frigorifere tiene conto, oltre che delle capacità termiche di cella e impianto, delle strutture normali o rinforzate: nel primo caso nella sigla compare una “N”, nel secondo una “R”. Gli allestimenti rinforzati differiscono da quelli normali per il coefficiente k, parametro che valuta la capacità dell’allestimento di limitare le dispersioni termiche. Per essere classificato “normale” l’allestimento deve avere un coefficiente k compreso tra 0,7 e 0,4; i “rinforzati” hanno invece coefficiente inferiore a 0,4. Le classi B e C non sono raggiungibili con allestimenti normali. La classificazione, infine, può riportare una “K”, che indica che il gruppo frigorifero non è trascinato da un motore autonomo ma da quello del veicolo.

Gli allestimenti frigoriferi hanno una durata complessiva di 12 anni. Dopo i primi 6 anni devono però superare un collaudo da parte di un tecnico autorizzato (“esperto Atp”) o da uno dei centri autorizzati dal Dtt (ex Motorizzazione). Questo collaudo proroga di 3 anni la vita dell’allestimento; trascorsi questi una successiva visita autorizza l’impiego del veicolo per ulteriori 3 anni. Compiuto il dodicesimo anno d’età il veicolo deve essere sottoposto a nuova omologazione con una prova molto severa. Superata questa, l’autorizzazione all’impiego è nuovamente valida per 6 anni. La possibilità di un secondo ciclo di vita dell’allestimento frigorifero dopo i primi dodici anni, comunque, è poco più che teorica: l’elevato costo di manutenzione suggerisce, infatti, dopo questa data, la sostituzione della cella. La classificazione dell’allestimento e la data di scadenza (mese e anno, calcolati in 12 anni dall’omologazione) devono essere riportate in caratteri blu scuri su fondo bianco sull’angolo anteriore sinistro di ogni fiancata del veicolo.

Dal punto di vista commerciale, i veicoli per il trasporto a temperatura controllata si dividono in quattro grandi categorie. Per i veicoli leggeri (anche per i commerciali derivati da autovettura) la più diffusa è quella delle coibentazioni isotermiche o frigorifere, realizzate inserendo un guscio plastico opportunamente isolato all’interno della struttura del furgone originale. A partire dai veicoli leggeri e fino ai grandi semirimorchi sono disponibili le furgonature (anch’esse isotermiche o frigorifere). Nel caso degli autocarri e dei rimorchi queste sono realizzate con allestimenti su normali telai; per i semirimorchi si utilizzano normalmente telai specifici sensibilmente alleggeriti e, in alcuni casi, celle autoportanti cui viene agganciato il tridem di assi, come avviene con le cisterne. Una variante che si sta molto diffondendo negli ultimi anni è la furgonatura multitemperatura, suddivisa in più scomparti nei quali è possibile mantenere temperature differenti. Diffusa soprattutto sui semirimorchi e specie in alcuni paesi europei fra cui la Spagna è invece la centinatura isotermica, costituita dalla normale struttura di un centinato il cui telone ha, grazie ai suoi strati interni di materiale isolante, capacità di mantenere temperature molto basse. Appartengono alla categoria Atp, infine, anche i veicoli riscaldati, utilizzati soprattutto dall’industria alimentare e da quella chimica.

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