Tunnel della Manica: Ue, ridurre i costi per i treni merci
Ridurre i costi di accesso dei treni merci e passeggeri e completare l’istituzione di un’autorità di controllo indipendente. Sono queste le istanze richieste dalla Commissione Europea presentate ai Governi di Francia e Gran Bretagna per quanto riguarda il collegamento nel tunnel della Manica.
In particolare secondo Bruxelles gli attuali costi sostenuti per l’accesso dei treni merci e passeggeri dalla ferrovia che transita nel tunnel, risultano elevati rispetto alla ridotta utilizzazione del tunnel (43% della capacità ancora da sfruttare). Gli attuali costi delle tracce infatti, tengono lontani nuovi operatori ferroviari favorendo così il trasporto su gomma, non non essendo basati sui costi diretti o su quelli relativi all’investimento sul lungo termine effettuato per costruire l’opera della ferrovia nel Channel Tunnel.
La struttura dei costi, complessa e ritenuta elevata da molti operatori, prevede il pagamento di 3.645 euro per il passaggio singolo dei treni merce, anche se suscettibile di variazione rispetto alla fascia oraria. Attualmente una sola compagnia ferroviaria passeggeri opera nel tunnel, la Eurostar, nonostante si sia avviata l’apertura del mercato internazionale sin dal 2010.
Diversa appare la fotografia nel segmento del trasporto merci dove, pur registrando diversi operatori, il traffico è sensibilmente ridotto con una media di transito di soli 6 treni al giorno. Altro aspetto procedurale contestato, riguarda la Commissione Intergovernativa IGC che secondo Bruxelles non è indipendente e non ha sufficienti poteri decisionali, essendo formata da delegati del Governo britannico e francese, così come l’operatore ferroviario Eurostar, controllato direttamente dai due Governi, per il 55% dalla SNCF e per il 40% dalla LCR.
Francia e Gran Bretagna hanno dunque due mesi di tempo per rispondere alle istanze della Commissione Europea, prima che la stessa possa ricorrere alla Corte di Giustizia Europea.
