Interporti, arriva il via libera dalla Camera sulla nuova legge
I nuovi punti fondamentale della nuova legge sugli interporti
Dopo quasi 3 anni di iter parlamentare, il 5 novembre 2025, è arrivato l’ok dalla Camera per la legge quadro sugli interporti. La votazione è terminata con 132 sì e 76 no.
I punti e gli obbiettivi della nuova legge quadro sugli interporti
Le nuove norme ruotano attorno punti fondamentali come: potenziamento dell’intermodalità terrestre, l’efficienza e la sostenibilità dei flussi logistici, la razionalizzazione dell’uso del territorio, il completamento delle infrastrutture della rete TEN-T (reti transeuropee) e la promozione della sostenibilità ambientale, sociale ed economica della logistica.
Lo scopo è quello di rendere più efficienti i flussi logistici. L’introduzione della nuova legge sugli interporti garantisce collegamenti con porti o aeroporti ed una viabilità di grande comunicazione, favorendo uno scalo ferroviario idoneo a formare e ricevere treni intermodali completi o convenzionali.
Ciò avverrà anche grazie all’implementazione di attrezzature fisse e mobili per il trasbordo di unità di carico intermodali e merce dalla modalità di trasporto ferroviario alla strada o alla navigazione interna.
Com’è composta la nuova legge
La nuova legge, che sostituirà la precedente 240/1990, si compone di 8 articoli. Definisce gli interporti come infrastrutture strategiche di interesse nazionale. Inoltre istituisce un Comitato nazionale per l’intermodalità.
Sarà però il Ministro delle Infrastrutture a compiere la ricognizione degli interporti ed autorizzare un piano generale per l’intermodalità. I gestori opereranno privatamente, con possibilità di acquisire la proprietà delle aree, con un numero massimo di 30 interporti. E’ prevista anche l’istituzione dell’elenco dei soggetti gestori.
Il secondo articolo invece si occupa di regolare la pianificazione degli interporti. Ciò accade grazie all’elaborazione del Piano generale per l’intermodalità, redatto dal MIT previa ricognizione degli interporti esistenti e in costruzione, sentito il Comitato nazionale e la Conferenza unificata. Il piano va adottato tramite uno (o più) decreti ministeriali, emanati entro un anno dall’entrata in vigore della legge.
Il MIT deve invece individuare nuovi interporti e apportare miglioramenti a quelli già esistenti. E’ autorizzata la spesa (modificata al Senato) di 5 milioni di euro per il 2025, 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.
I criteri di priorità valorizzano la coerenza con le finalità della legge quadro, con particolare riguardo alla sostenibilità ambientale. Le modalità attuative sono demandate a regolamento interministeriale da emanare entro due mesi. È prevista una procedura semplificata per l’approvazione dei progetti mediante accordi di programma.
Successivamente all’introduzione di modifiche apportate nel corso dell’esame alla Camera, s i gestori ferroviari possono adeguare le connessioni di “ultimo miglio”, con oneri propri e previa verifica costi-benefici. I soggetti gestori degli interporti devono stringere accordi con RFI S.p.A.
Le regioni a statuto ordinario e speciale devono adeguare le proprie normative entro sei mesi.
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