Ferrovie: Siciliaway, velocizzare la linea Catania-Palermo
Velocizzare il tracciato ferroviario esistente tra Catania e Palermo in meno di due anni, spendendo circa 200 milioni di euro, posticipando a tempi migliori il progetto di supertunnel concertato da Rfi. Questo l’obiettivo della delegazione di deputati siciliani che si è riunita oggi nella sede Ars di Catania, su iniziativa di Siciliaway, per fare il punto su quanto fatto al fine di spingere il governo nazionale a percorrere la strada della velocizzazione low cost del tracciato ferroviario che collega i due capoluoghi siciliani. Hanno partecipato all’incontro per il Pdl, il deputato Vincenzo Gibiino, il parlamentare Ue Giovanni La Via, e il deputato Ars Nino D’Asero e, per il Pd, il senatore Enzo Bianco e il deputato Giovanni Burtone.
I deputati lo scorso 11 maggio, proprio nel corso di un’altra conferenza organizzata da Siciliaway, avevano accolto con favore il progetto di velocizzazione del tracciato esistente concertato dallo studio d’ingegneria ferroviaria C.L.F. Catania, presentato in quella occasione.
Nel corso di questi due mesi il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Corrado Passera ha aperto al progetto di modernizzazione del tracciato esistente, come del resto ha fatto il presidente di Rfi Lo Bosco parlando di velocizzazione light. Adesso il vertice del dicastero di Porta Pia, su interrogazione dello stesso Gibiino, dovrà rispondere presso l’VIII Commissione della Camera nel merito del progetto concertato da C.L.F. Catania.
Il senatore Bianco, invece, ha illustrato al ministro Barca il progetto di ammodernamento del vecchio tracciato in occasione dell’iniziativa promossa dallo stesso ex sindaco di Catania e che ha visto partecipare ben 52 parlamentari siciliani. Il deputato democratico, Giovanni Burtone, ha sottolineato in conferenza l’importanza che i lavori di velocizzazione siano, nei limiti di legge, riferiti alle imprese siciliane ricche di professionalità di eccellenza.
Soli 2 ore e 15 minuti di treno, questo il tempo di percorrenza previsto da C.L.F., renderebbero le due città siciliane più vicine, un intervento realizzabile con risorse ridotte e facilmente rintracciabili.
