Industria autoveicolistica italiana, Anfia: cala del 9,6% la produzione nel 2019

martedì 26 maggio 2020 14:37:46

La produzione industriale autoveicolistica registra un calo tendenziale del 9,6% nel 2019. Calo che si verifica anche nel primo trimestre del 2020: -2% a gennaio, -1,2% a febbraio e -55,8% a marzo. Il 1° trimestre chiude a -21,6%. Lo rende noto Anfia nella sua Relazione sull’industria autoveicolistica.

L’andamento del mercato nel 2019

Nel dettaglio per attività produttiva si registra: -13,9% per la fabbricazione di autoveicoli, +6,7% per la fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi, -7,9% per la fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori.

Nella media d’anno del 2019 gli ordinativi e il fatturato del settore automotive chiudono rispettivamente con cali del 9,9% e del 7,8%, con flessioni più accentuate per il mercato interno (-13% per gli ordinativi, -11,7% per il fatturato).

Nel 2019 la produzione domestica di autovetture è ammontata a 542mila unità, il 19,5% in meno rispetto al 2018, di cui il 54% destinato all’export. Sono usciti dagli stabilimenti italiani anche 373mila veicoli commerciali, autocarri e autobus, con un calo del 4% rispetto al 2018. L’Italia rappresenta un sito produttivo molto importante, con gli insediamenti storici di Fiat Professional (rinnovato l’accordo con PSA sul sito produttivo di Sevel Sud fino al 2023), Iveco e Piaggio. Nel 2019 sono usciti dagli stabilimenti italiani oltre 312mila veicoli commerciali leggeri (-3,8% sui volumi prodotti nel 2018), dietro a Francia con 527mila (+6,5%) e Spagna con 524mila (+5,6%). Nell’ultimo quinquennio la produzione di VCL in Italia si è collocata su una media annua di 326mila unità, ai massimi storici. Prodotti 60mila autocarri (-5,6%). La media produttiva nazionale annua, dal 2017 al 2019, è stata di oltre 63mila unità. Si tratta di un livello record mai raggiunto. La produzione domestica di autobus è quasi azzerata: da una produzione media annua dal 2000 al 2008 di quasi 2.600 autobus (era di oltre 5.700 nel decennio precedente), si è passati a poco meno di 500 autobus nell’ultimo triennio 2017- 2019. Il settore industriale della fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (Codice Ateco 29.2) ha registrato crescite produttive importanti nell’ultimo quadriennio: +26,3% nel 2016, +13,1% nel 2017, + 5,2% nel 2018 e +6,7% nel 2019. Gli altri comparti hanno invece registrato flessioni nell’ultimo biennio: la Fabbricazione di autoveicoli (Ateco 29.1) -5,9% nel 2018 – 13,9% nel 2019; la Fabbricazione di componenti e parti per autoveicoli (Ateco 29.3) -2,2% nel 2018 e –7,9% nel 2019.

Import/Export. Nel 2019 le importazioni di autoveicoli nuovi sono state 1.872.139 (-4,1% rispetto al 2018) per un valore di 30,3 miliardi di EUR (l’1% in meno rispetto al 2018), mentre le esportazioni sono state 736.372 (-13,8%) per un valore di 16,5 miliardi di EUR (in diminuzione tendenziale del 7,0%), che hanno generato un saldo negativo della bilancia commerciale di circa 13,8 miliardi di EUR, era di 12,9 miliardi nel 2018 (ANFIA su dati del Commercio Estero ISTAT, elaborazione per prodotto (NC8)/ Sistema Armonizzato SH). In termini di volumi, nel 2019, sono state importate 1.706.116 nuove autovetture (-4%) ed esportate 478.800 (-14,7% rispetto al 2018). Primo mercato di destinazione sono gli USA, con una quota del 20% e volumi in calo del 34% circa rispetto ai volumi esportati nel 2018, mentre verso l’area UE l’export totalizza una quota del 70% (-5,5% la variazione dei volumi). In termini di valore, nello stesso periodo, le importazioni di autovetture nuove valgono 26 miliardi di EUR(-0,9%) e le esportazioni 11,7 miliardi (-7,4%), che generano un saldo negativo di 14,2 miliardi di EUR. Il mercato USA (su cui pesano i trasferimenti intraziendali) vale il 26% di tutto il valore dell’export delle auto nuove, con un saldo positivo di 3,1 miliardi di EUR. L’Italia esporta verso l’UE auto nuove per un valore che pesa per il 51% (di cui i major markets valgono il 36%), mentre il valore dell’import dall’UE pesa per l’86%. Il valore dell’export extra-UE pesa per il 49% (26% USA; 5,3% Giappone; 3,8% Cina; 3,2% Svizzera; 1,4% Corea del Sud; 1% Australia). Il 31% delle auto destinate ai mercati esteri è a trazione diesel, quasi 149mila unità che risultano in calo del 9% rispetto al 2018, mentre l’import di auto diesel vale 658mila unità, -28%, con una quota del 38,6% sul totale delle auto importate. Per il comparto trucks&buses, importati 166.023 veicoli industriali nuovi (-5,1%) ed esportati 257.572 (-12,1%). Il 62% di trucks&buses importati proviene dall’UE e, fuori dall’UE, il 28,5% proviene dalla Turchia. L’87% dei veicoli esportati è destinato ai Paesi UE, al di fuori dell’area piccole quote sono destinate a Svizzera (2,3%), Turchia (1,5%), Russia (1%) e Marocco (1%), tutti gli altri paesi hanno una quota inferiore all’1%. In termini di valore, nello stesso periodo, le importazioni di veicoli industriali nuovi valgono 4,3 miliardi di EUR(-1,8%) e le esportazioni 4,75 miliardi (-5,9%), che generano un saldo positivo di 448 milioni EUR. Il mercato UE vale l’85% del valore delle esportazioni e il 74% delle importazioni. Nel 2019, il valore delle esportazioni del settore dei componenti per autoveicoli per codice prodotto (che considera anche i trasferimenti intra-aziendali) si riduce del 2,3% rispetto al 2018, ammonta a 21,97 miliardi di EUR e vale il 4,6% dell’export totale italiano, mentre l’import vale 15,44 miliardi di EUR (il 3,7% delle importazioni totali) e risulta in calo del 2,1%. Mentre l’export ha avuto un andamento abbastanza costante nel corso dei trimestri del 2019 (-2,6% il primo trimestre, -1,6% il secondo, -1,9% il terzo e -3% il quarto), l’import registra un calo nel terzo trimestre del 6,8% e del 2,5% nel quarto, in contrasto con le crescite, seppur lievi, nei primi due (+0,2% nel primo trimestre e +0,6% nel secondo). Il trade del settore genera un saldo commerciale positivo di circa 6,53 miliardi di EUR, (-2,7%), mentre nel 2018 era di 6,71 miliardi. Il calo dell’import della componentistica italiana avviene dopo che nei precedenti sei anni si era assistito ad una sua crescita, mentre la contrazione delle esportazioni è susseguente a quattro anni consecutivi di crescita. A frenare l’export sono stati tutti i comparti: i motori per un valore di 4,03 miliardi di EUR (-6,4%), le parti elettriche per 1,9 miliardi di EUR (-0,8%), gli pneumatici e le parti in gomma per 1,33 miliardi (-0,3%), le parti meccaniche per un valore di 14,68 miliardi di EUR (-1,4%) e gli apparecchi riproduttori del suono per 14,83 milioni (-36%). L’export verso i paesi UE28 vale 16,04 miliardi di EUR (-0,1%) e pesa per il 73% di tutto l’export componenti. Determina un avanzo commerciale di 4,71 miliardi di EUR (+4% rispetto al 2018). L’export verso i paesi extra UE è di 5,93 miliardi di EUR (-8%), pesa per il 27% di tutto l’export componenti e produce un saldo positivo di 1,82 miliardi di EUR (-17%). L’import vale oltre 15,4 miliardi di EUR (-2% rispetto al 2018). L'UE28 pesa per il 73% sul valore totale delle importazioni di componenti con 11,3 miliardi di EUR (-1,7%). Il valore delle importazioni dai Paesi Extra-UE ammonta a 4,11 miliardi di EUR (-3,4%). Nell’ordine i primi cinque paesi d’importazione extra-UE sono: Cina, Turchia, Stati Uniti, Giappone e Tunisia.

La domanda. Nel 2019 il mercato degli autoveicoli chiude sui livelli del 2018, +0,5%, grazie alla tenuta del comparto degli autoveicoli leggeri (+0,6%), mentre quello dei veicoli industriali accusa una flessione del 7%. Il mercato invece dei veicoli trainati registra una crescita dei rimorchi leggeri del 3,3% e una flessione del 7,1% per i rimorchi/semirimorchi pesanti. Per quanto concerne le autovetture nel 2019, i segmenti A/B risultano in calo del 2%, con una quota del 39%, le medie-inferiori (segmento C) calano del 10,4% con il 10% di quota, le medie (segmento D) diminuiscono del 14% con il 2,3% di quota e i monovolumi si fermano al 5,2% di quota con una diminuzione del 16,3% e i SUV di tutte le dimensioni crescono del 10% con una quota del 40%, evidenziando l’alto gradimento che questo tipo di auto gode tra gli automobilisti. Secondo la modalità d’acquisto, risulta che il 55% delle nuove registrazioni è intestato a privati proprietari o persone fisiche (-0,1%) e il 45% a società (+0,9%). Quasi 1 su 4 è intestata a società di noleggio. Veicoli commerciali e industriali. Il mercato dei veicoli commerciali leggeri nuovi (VCL), pur registrando un rallentamento nella seconda parte dell’anno, chiude il 2019 con il segno positivo (+3,5%). Segno negativo, invece, per ilmercato degli autocarri (-7,5%) e per i veicoli trainati (-7,1%). Veicoli commerciali <3500 kg di ptt (VCL). Nel biennio 2018- 2019 sono stati immatricolati 185mila VCL all’anno. Nella seconda metà del 2019, il mercato dei VCL rallenta e cresce solo dello 0,2%, penalizzato dai cali a novembre (-11%) e dicembre (-2,6%). Sono circa 188 mila le immatricolazioni nel 2019 (+3,5%). La quota di veicoli ad alimentazione alternativa cresce nel 2019 del 34,4% e, con circa 12.500 veicoli, rappresenta il 6,7% del mercato. L’84% dei veicoli elettrici appartiene al segmento “furgonette/minicargo”, con 874 unità. L’Italia, in termini di volumi immatricolati, si conferma al 5° posto nel mercato UE/EFTA dietro a Francia (478 mila), Regno Unito (366 mila), Germania (circa 305 mila) e Spagna (215 mila). Autocarri medi-pesanti >3500 kg di ptt. Nel 2019 sono stati immatricolati oltre 23 mila veicoli medi e pesanti registrando un calo del 7,5% rispetto al 2018. L’andamento è stato leggermente positivo nel 1° semestre (+1,1%), con 14 mila autocarri di cui il 40% immatricolato nei mesi di maggio e giugno, mentre il 2° semestre chiude con un calo tendenziale del 18%. Analizzando per macro classi di peso, gli autocarri medi (con ptt da 3.501 a 15.999 Kg) rappresentano il 19,6% del mercato (-6,6% rispetto al 2018), mentre gli autocarri pesanti (con ptt superiore o uguale a 16.000 Kg) sono l’80,4% del mercato (-7,8% rispetto al 2018). Se analizziamo il 2019 per categoria, risulta che gli autocarri rigidi sono il 53,5% del mercato (-0,4%) e i trattori stradali il 46,5% (-14,6%). Crescono di oltre 400 unità i volumi degli autocarri ad alimentazione alternativa (+6,7%) che, con 1.574 unità di cui 1.492 alimentati a gas, hanno raggiunto la quota del 6,4% del mercato (era del 4,5 % nel 2018); tra questi va segnalata la performance del mercato dei veicoli a GNL che registrano le 1.050 unità (+50,6%). Rimorchi e semirimorchi >3500 kg di ptt. Nel 2019 sono stati immatricolati 14.416 mila veicoli, il 7,1% in meno rispetto al 2018. Il segmento dei rimorchi vale il 9,6% del mercato dei veicoli trainati (-3,2% rispetto al 2018, 1.386 unità) ed è dominato dai costruttori nazionali con una quota dell’87% (-6,4%). Il segmento dei semirimorchi vale il 90,4% del mercato dei veicoli trainati (-7,5%, 13.030 unità, 1.061 in meno rispetto al 2018) e i costruttori nazionali hanno una quota del 38% ( 2,2%). Complessivamente, i costruttori nazionali hanno il 42,6% del mercato dei veicoli trainati, 6.146 unità (-3% sul 2018), mentre i costruttori esteri hanno il 57,4% del mercato, 8.270 unità (-10% sul 2018). Il trasporto collettivo di passeggeri e il mercato autobus. Il trasporto pubblico locale (TPL) stenta a diventare competitivo rispetto al mezzo privato. Il mercato degli autobus registra nel 2019 un calo del 3,3% rispetto al 2018 con oltre 4mila immatricolazioni (quasi 150 unità in meno) e una media mensile di 360 autobus. L’andamento è stato negativo nel 1° semestre (-6,6%) e una leggera ripresa nel 2° semestre che ha chiuso con un aumento tendenziale dello 0,3%. Secondo la segmentazione del mercato di ANFIA, il comparto degli autobus/midibus urbani e interurbani rappresenta il 51,1% del mercato, gli autobus/midibus turistici il 19,7%, i minibus il 15,6% e gli scuolabus l’13,6%. Il segmento degli autobus/midibus urbani cresce solo dello 0,4% sul 2018 e pesa per il 33% del mercato, mentre il segmento degli autobus/midibus interurbani diminuiscono del 25,7% e pesa per il 18% del mercato. In calo dell’1,7% il comparto degli autobus/midibus turistici che rappresenta il 19,7% del mercato. In aumento, invece, il comparto dei minibus dell’11,4%, e pesa per il 15,6% del mercato, mentre quello gli scuolabus è il segmento che registra la crescita tendenziale più alta, +12%, e rappresentano il 13,6% del mercato. L’85,3% degli autobus immatricolati nel 2019 ha alimentazione diesel, il 7,3% a metano, il 7,1% è ibrido/elettrico (239 autobus in più rispetto al 2018) e lo 0,3% è GNL. 

Primo Trimestre 2020

A gennaio 2020 crescono gli ordinativi per l’industria automotive (+9,2%), ma già nel mese successivo di febbraio si registra un calo del 7,2%, che è più marcato per l’estero (-7,8%).

Per quanto concerne la produzione in volumi, nei primi 3 mesi del 2020 la produzione subisce una contrazione dei volumi del 24,3%, conseguente allo stop produttivo, entrato in vigore il 12 marzo (DPCM del 9 marzo). Da inizio anno sono stati prodotti complessivamente 180.367 autoveicoli, di cui 116.250 esportati (il 24,5% in meno rispetto a gennaio-marzo 2019). Le fabbriche hanno riaperto il 27 aprile, per il settore automotive si parla di una ripresa molto lenta che comincerà a palesarsi a partire dal secondo semestre.

La domanda di autoveicoli e veicoli trainati. La chiusura dei concessionari e delle reti di vendita su tutto il territorio nazionale, nonché il blocco dell’iter di immatricolazione derivante dalla sospensione delle attività del personale delle motorizzazioni provinciali, hanno ridotto le nuove immatricolazioni di auto a 28.396 a marzo (-85%) e a 4.293 ad aprile (-98%). Nei primi 4 mesi dell’anno, il mercato, con poco meno di 352mila autovetture, si dimezza. I numeri del mercato italiano di marzo e di aprile, per autocarri e rimorchi e semirimorchi pesanti risentono, infatti, dell’impatto delle misure emergenziali, tra cui anche, dallo scorso 11 marzo, la chiusura dei concessionari e delle reti di vendita su tutto il territorio nazionale, nonché il blocco dell’iter di immatricolazione derivante dalla sospensione delle attività del personale delle motorizzazioni provinciali. Dopo un primo bimestre in calo del 4%, le vendite di veicoli commerciali leggeri sono precipitate nei due mesi successivi di marzo (-71%) e aprile (-89%). Nel 1° quadrimestre 2020 sono stati immatricolati 34mila nuovi veicoli commerciali, in calo del 44%, pari ad oltre 27mila nuove registrazioni in meno rispetto ad un anno fa. Nei primi due mesi del 2020 sono stati rilasciati 4.013 libretti di circolazione di nuovi autocarri, 56 in meno rispetto al primo bimestre 2019. A seguire il mercato è diminuito del 34% a marzo e del 62% ad aprile. Nel 1° quadrimestre sono stati venduti 6.300 autocarri, -26% su gennaio/aprile 2019. L’andamento del mercato dei veicoli trainati con ptt superiore a 3500 kg segna una diminuzione del volume dei libretti rilasciati nei primi 2 mesi del 2020 del 21%. Seguono i cali del 60% a marzo e del 71% ad aprile. I primi quattro mesi dell’anno con circa 3.500 nuove registrazioni, perdono il 47% del mercato rispetto ad un anno fa. A gennaio-febbraio 2020 si contano 826 libretti rilasciati per nuovi autobus con ptt superiore a 3500 kg, in aumento del 18,5%. A marzo il mercato autobus perde il 10% e ad aprile il 32% rispetto ad un anno fa.

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