Economia circolare, Airp: strategia importante nel settore dei trasporti

martedì 30 luglio 2019 10:55:32

L’economia circolare è una strategia importante per molti settori, tra cui quello dei trasporti. Lo sottolinea l’Osservatorio sulla Mobilità sostenibile di Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) commentando i dati del recente rapporto “Verso un’Europa sostenibile entro il 2030” stilato dalla Commissione Europea.  

Dal rapporto si evince che benefici economici derivanti dall’adozione di pratiche di economia circolare ammontano a 1800 miliardi l’anno.  La transizione verso l’economia circolare potrebbe poi fare da volano all’economia dell’area euro favorendo una crescita del Pil fino al 7% in più entro il 2030 e sarà potenzialmente in grado di creare oltre 1 milione di nuovi posti di lavoro.

Sul piano  legislativo – spiega Airp - la  Commissione  ha elaborato  il “Pacchetto  Economia  Circolare” che  stabilisce  per  i paesi  dell’Unione  ambiziosi  obiettivi  di  riciclaggio  e  di  riduzione  dei  rifiuti,  nell’ottica  di promuovere  una  più  generale  transizione  verso  l’economia  circolare.  Direttive  che devono  essere  recepite  da  tutti  i  paesi  membri  entro  il  5 luglio  2020. 

Ad  oggi  l’Italia non  ha  ancora  provveduto.  Airp  auspica  che  il  decisore pubblico  arrivi  a  creare  strumenti  idonei  ed  efficaci  per  supportare  la  transizione  verso  il modello  dell’economia  circolare.  Nell’ambito  del  recepimento  delle  direttive  europee,  non dovranno   certo   essere   dimenticati   i   pneumatici   ricostruiti   in   quanto   rappresentano l’esempio perfetto di economia circolare.

Economia circolare nei trasporti

Airp nota come l’industria del pneumatico, grazie all’attività di ricostruzione, svolge da quasi un secolo un ruolo pioneristico nell’aprire la strada a un  modello  di  economia  circolare  virtuoso  e  sostenibile. La pratica  della  ricostruzione  di  pneumatici  è  fondamentale  per  risparmiare  materie prime,  petrolio  ed  energia  e  consente  di  ridurre  la  produzione  di  PFU  (pneumatici  fuori uso), rallentando in modo considerevole il flusso di smaltimento dei pneumatici.

Sul fronte della gestione dei veicoli a fine vita poi sempre più aziende stanno investendo sui trasporti sostenibili trasformando la linea di produzione, puntando al recupero  degli  scarti  e  alla  rigenerazione  dei  materiali  appartenenti  ai veicoli alla fine del loro ciclo di vita (oli esausti, batterie, plastiche, pneumatici, ecc.).

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