Trasporto combinato-Sea Modal Shift: al via gli incentivi per tre nuove rotte
Sea Modal Shift: il MIT ha pubblicato le nuove rotte incentivabili, chi e come può ricevere gli aiuti
Il Ministero dei Trasporti ha pubblicato il decreto n.14 del 27 febbraio 2026, relativo agli incentivi al trasporto intermodale (Sea Modal Shift), individuando tre nuove rotte incentivabili: Cagliari-Marina di Carrara 266 km; Gioia-Tauro Livorno 987 km; Savona-Palma De Mallorca 116 km.
Il nuovo programma di incentivi, denominato “Sea Modal Shift”, è un incentivo erogato dal MIT, previa autorizzazione comunitaria in materia di aiuti di Stato, finalizzato a migliorare ed ottimizzare la catena intermodale, rinnovato per il terzo anno.
Gli incentivi sono destinati s singole imprese di autotrasporto conto terzi, costituite anche in forma di raggruppamenti, temporanei o permanenti, che imbarchino su navi RO-RO e RO-PAX veicoli e/o cassemobili, accompagnati o meno dai relativi autisti.
L’incentivo riconosciuto ai singoli beneficiari prevede un contributo massimo erogabile pari a 30 centesimi di euro per ciascuna unità veicolo imbarcata, moltiplicati per i chilometri via strada evitati sulla rete stradale nazionale.
Sea Modal Shift, come fare domanda
Per accedere ai contributi relativi alla terza annualità del programma (2025-2026), che mira a incentivare l’utilizzo di servizi marittimi per decongestionare la rete stradale e ridurre le esternalità negative, le imprese potranno presentare la loro domanda esclusivamente attraverso la piattaforma informatica.
Il bando e tutte le informazioni necessarie per la compilazione delle istanze sono disponibili sulla pagina dedicata del sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e sul sito del soggetto gestore RAM S.p.A., tramite il quale si potrà accedere alla piattaforma.
Obiettivo Trasporto intermodale
L’obiettivo del Sea Modal Shift è decongestionare la rete viaria e ridurre l’impatto del trasporto di merci su gomma, mediante maggior utilizzo di servizi marittimi Ro-Ro e Ro-Pax in arrivo o in partenza da porti italiani verso porti situati in Italia o negli Stati membri dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo. Tale contribuzione è finalizzata, tramite il sostegno alla domanda di servizi marittimi, allo sviluppo in termini qualitativi e quantitativi dei servizi.
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