Stretto di Hormuz: riaperto al transito alle navi, servono garanzie di sicurezza
Lo Stretto di Hormuz è stato riaperto parzialmente grazie alla tregua tra USA e Iran
L’annuncio di una tregua di due settimane e la conseguente riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale, ha fatto tirare un sospiro di sollievo che, purtroppo è durato poco. L’accordo, raggiunto a meno di due ore dalla scadenza dell’ultimatum del Presidente Donald Trump, ha temporaneamente scongiurato il rischio di un conflitto su vasta scala. La situazione però è in costante eveluzione e potremmo già dire che la violazione del cessate il fuoco da parte di Israele ha avuto l’immediata reazione di Teheran che ha nuovamente bloccato il passaggio delle navi non autorizzate. Attualmente sono ci sono circa 1200 navi bloccate ma l’attraversamento dello Stretto di Hormuz resta rischioso in mancanza di accordi definiti, le compagnie di navigazione che lentamente riprendono il viaggio chiedono garanzie di sicurezza prima di riprendere tutte le rotte abituali.
La Tregua e i Termini dell’Accordo
La riapertura dello Stretto di Hormuz è legata a una mediazione in 10 punti proposta dal Pakistan che prevede il cessate il fuoco bilaterale di 14 giorni per favorire i negoziati, a cui ha aderito anche Israele. La sovranità sullo Stretto è dell’Iran che coordina il transito delle navi con le forze armate iraniane con la possibilità di introdurre dei pedaggi per il transito delle navi (fino a 1-2 milioni di dollari per imbarcazione).
L’impatto sui Mercati e l’Economia è stato immediato, sebbene secondo gli analisti occorre cautela riguardo alla velocità con cui i benefici arriveranno ai consumatori: nonostante il crollo del costo del greggio (circa 92 dollari al barile), il prezzo di benzina e gas non scenderanno immediatamente per i consumatori.
Ripresa del Traffico
Le navi hanno iniziato a muoversi nuovamente attraverso il passaggio, pur rimanendo su volumi inferiori ai livelli pre-crisi a causa dell’incertezza degli armatori. La situazione resta precaria. Nelle ultime ore, sono stati segnalati blocchi temporanei in risposta a raid israeliani in Libano, evidenziando come la stabilità dello stretto sia ancora strettamente legata agli equilibri regionali. Le compagnie marittime continuano a chiedere garanzie di sicurezza totali prima di ripristinare le rotte abituali. I prossimi negoziati previsti in Pakistan saranno decisivi per determinare se questa finestra di due settimane potrà trasformarsi in una pace duratura o se lo Stretto di Hormuz rimarrà un ostaggio delle dinamiche geopolitiche.
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