UNIPORT: meno infortuni nel biennio 2023-24 grazie a formazione e prevenzione
La formazione e la prevenzione, stando ai dati UNIPORT, hanno ridotto gli infortuni sul lavoro
“Il porto che verrà: sfide e necessità per la sicurezza sul lavoro” è il titolo del seminario promosso da UNIPORT per la presentazione dell’aggiornamento del Rapporto sull’andamento degli infortuni nelle operazioni portuali, realizzato dalla Scuola Nazionale Trasporti e Logistica per conto dell’EBN Porti. I dati, riferiti al biennio 2023-2024, mostrano una riduzione significativa degli infortuni rispetto alle rilevazioni precedenti, confermando l’efficacia degli investimenti in formazione, cultura della sicurezza e prevenzione.
Tuttavia, il rapporto sottolinea anche la necessità di avere un sistema nazionale unificato di monitoraggio degli infortuni in ambito portuale. Occorre anche una maggiore attenzione costante al tema, soprattutto in un settore caratterizzato da complessità operative (movimentazione container, gestione mezzi, turni di lavoro).
Le imprese portuali, Casali (UNIPORT): formazione e prevenzione come leva strategica
Durante la tavola rotonda tra le parti sociali, Alberto Casali, Vice Presidente di UNIPORT (Unione Nazionale Imprese Portuali) e amministratore del Terminal MCT di Gioia Tauro — il maggiore scalo italiano per movimentazione container — ha portato una testimonianza concreta dei risultati ottenuti grazie agli investimenti in sicurezza e formazione.
Il vicepresidente Alberto Casali ha evidenziato che la formazione ha determinato la riduzione degli incidenti nel terminal, sia in termini assoluti che come tasso di incidentalità per ore lavorate. L’importanza della prevenzione è ancor più rilevante in un contesto come quello di Gioia Tauro, dove i volumi di traffico sono in crescita (MCT è il primo porto italiano per container). Inoltre, i numerosi mezzi operativi contemporaneamente richiedono comportamenti consapevoli e standard elevati di sicurezza.
“Gli investimenti delle imprese nella formazione dei lavoratori stanno portando risultati concreti sulla sicurezza. La prevenzione non è un costo, ma una scelta strategica che tutela le persone e garantisce efficienza operativa” , ha dichiarato Alberto Casali.
Il Porto che verrà: riconoscimento del lavoro usurante e norme di coordinamento
Al termine dell’evento, l’EBN Porti ha annunciato la presentazione di una nuova ricerca sui lavori usuranti nelle attività portuali, che sarà resa pubblica a breve. Le parti sociali hanno ribadito, in modo concorde, la necessità di riconoscere ufficialmente la caratteristica di “lavoro usurante” per alcune mansioni portuali.
Armonizzare il D.Lgs. 81/2008 (sicurezza nei luoghi di lavoro) con il D.Lgs. 272/1999 (sicurezza nelle operazioni portuali). Attivare il fondo per l’incentivazione al pensionamento dei lavoratori portuali, per garantire tutele a chi opera in condizioni di particolare stress fisico e mentale.
Conclusioni: un impegno condiviso per un futuro più sicuro
Il seminario ha confermato come formazione, innovazione e collaborazione tra istituzioni, imprese e sindacati siano la chiave per migliorare la sicurezza nei porti italiani. I risultati già raggiunti dimostrano che gli investimenti in prevenzione e cultura della sicurezza portano frutti tangibili, ma il percorso non si ferma qui: servono norme più chiare, monitoraggio costante e riconoscimento delle condizioni di usura per tutelare chi lavora ogni giorno in un settore vitale per il Paese.
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