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Tutela e sviluppo delle aree costiere: al via il bando per la riqualificazione di piccoli porti, approdi e aree costiere
PORTI

Tutela e sviluppo delle aree costiere: al via il bando per la riqualificazione di piccoli porti, approdi e aree costiere

l bando è rivolto ai comuni litoranei, alle unioni di comuni, alle comunità isolane e di arcipelago con popolazione residente fino a 30.000 abitanti

Rossella Smiraglia
13 Gennaio 2026

Nell’ambito di un progetto ampio per le Politiche del Mare, è stato pubblicato, il 10 dicembre 2025, il bando per finanziare progetti per rendere i piccoli porti e le aree costiere di centri con al massimo 30000 abitanti.

Il bando, infatti, è rivolto ai comuni litoranei, alle unioni di comuni, alle comunità isolane e di arcipelago con popolazione residente fino a 30.000 abitanti, per promuovere interventi di sviluppo, riqualificazione e ammodernamento di porticcioli, approdi e borghi marinari. Questa iniziativa rappresenta un passo significativo verso la valorizzazione e la tutela del patrimonio marittimo locale, con un’attenzione particolare alla sostenibilità e alla crescita dell'”economia blu” per favorire lo sviluppo economico e turistico delle comunità costiere, migliorare le infrastrutture portuali e preservare l’identità culturale dei borghi marinari con una dotazione di 3 milioni di euro per il 2025 e 5 milioni annui dal 2026 .

Un quadro normativo solido e coordinato

Il bando si inserisce in un contesto normativo complesso e articolato, che vede la Presidenza del Consiglio dei Ministri al centro del coordinamento delle politiche del mare. Tra le normative di riferimento figurano la legge n. 400 del 1988, i decreti legislativi n. 300 e n. 303 del 1999, e più recentemente il decreto-legge n. 173 del 2022, che ha istituito il Comitato interministeriale per le politiche del mare (CIPOM). Questo Comitato assicura il coordinamento strategico tra le amministrazioni coinvolte, garantendo un approccio integrato e sinergico.

Nel 2024 è stato istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il Dipartimento per le Politiche del Mare, con il compito di promuovere e coordinare le attività strategiche del Governo in materia, sostituendo la precedente Struttura di missione per le politiche del mare. Questa struttura garantisce un supporto tecnico e organizzativo essenziale per la realizzazione degli interventi previsti.

Obiettivi e risorse finanziarie del bando

Il bando mira a finanziare progetti innovativi e sostenibili che favoriscano:

– Lo sviluppo economico e turistico delle aree costiere;

– La riqualificazione delle infrastrutture portuali e degli approdi, migliorandone la sicurezza e la funzionalità;

– La valorizzazione dei borghi marinari, preservandone l’identità culturale e paesaggistica;

– L’adozione di soluzioni a basso impatto ambientale per la gestione delle attività nautiche e marittime.

Il finanziamento deriva da un fondo istituito con la legge di bilancio 2025 (legge n. 207 del 30 dicembre 2024), che prevede una dotazione iniziale di 3 milioni di euro per l’anno 2025 e 5 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, destinati al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Chi può partecipare al bando e come

Possono presentare proposte progettuali i Comuni litoranei italiani, le Unioni di Comuni, le Comunità isolane e di arcipelago con popolazione residente non superiore a 30.000 abitanti. I progetti dovranno essere dotati di Codice Unico di Progetto (CUP) e rispondere ai criteri di sostenibilità, innovazione e tutela del territorio.

L’avviso pubblico rappresenta un’occasione preziosa per le realtà locali, spesso caratterizzate da fragilità economiche e infrastrutturali, di accedere a risorse dedicate per rilanciare il proprio sviluppo in chiave blu, cioè rispettosa dell’ambiente marino e delle comunità che vi abitano.

Un futuro blu per le coste italiane

Il bando si inserisce nel più ampio Piano del Mare 2023-2025, che definisce la strategia nazionale per un’economia blu sostenibile, valorizzando le risorse marine e costiere. Grazie a questo strumento, si potrà dare nuovo impulso a porticcioli e borghi marinari, trasformandoli in luoghi di incontro, turismo responsabile e sviluppo locale, in armonia con la natura e le tradizioni.

Leggi anche: Porti, Cdm approva ddl riordino governance e rilancio investimenti, nasce Porti d’Italia S.p.a

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