Porto di Talamone: annullata la concessione per la trasformazione dell’approdo in Porto Turistico
Con la decisione del Consiglio di Stato si conclude la vicenda del Porto di Talamone. Il Comune di Orbetello dovrà riprogrammare gli interventi tenendo conto delle priorità strutturali
Il porto di Talamone è al centro di una controversia legale e amministrativa che ha coinvolto il Comune di Orbetello e il progetto di trasformazione dell’approdo in porto turistico. Nel 2024, il Comune ha avviato una procedura accelerata per il restyling del porto, affidando i lavori a una grande società di infrastrutture, suscitando però critiche e preoccupazioni da parte di residenti e imprese locali.
Il progetto è stato oggetto di un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Toscana, che nel febbraio 2025 ha annullato gli atti del Comune relativi alla gara e alla procedura di trasformazione, ritenendoli irregolari.
Il TAR ha accolto il ricorso presentato dal Consorzio “Il Molo di Talamone”, condannando anche la controinteressata Porto Turistico di Talamone s.r.l. a risarcire parte dei costi legali. Di fronte a questa sentenza, il Comune di Orbetello ha deciso di impugnare la decisione al Consiglio di Stato, portando la controversia a un livello superiore di giudizio. La vicenda riflette un conflitto tra sviluppo infrastrutturale e tutela delle procedure amministrative e ambientali, con un impatto significativo sulla comunità locale e sull’economia della Maremma.
La decisione del Consiglio di Stato, di oggi 4 febbraio
La sentenza del Tar toscana chiude una controversia legale, avviata nel 2020, evidenziando errori amministrativi e la necessità di un approccio più attento e partecipato per la gestione e la tutela del territorio di Talamone, con un focus urgente sulla sicurezza ambientale e il rispetto delle esigenze locali.
Il Consiglio di Stato ha respinto definitivamente il ricorso del Comune di Orbetello e della società Porto Turistico di Talamone, confermando la sentenza del TAR Toscana che aveva annullato la procedura concessoria per la trasformazione dell’approdo di Talamone in porto turistico.
La procedura, iniziata nell’agosto 2024, prevedeva una concessione demaniale marittima per la riqualificazione dell’approdo, ma è stata giudicata illegittima per diverse ragioni.
Le Motivazioni della sentenza
Il Comune di Orbetello ha cambiato più volte strategia senza motivazioni convincenti, passando da un progetto pubblico (costituzione di una Società di trasformazione urbana) a una concessione a un soggetto privato, in modo incoerente rispetto ai piani urbanistici del 2023.
La proposta privata non rispettava una condizione fondamentale del piano regolatore portuale, cioè la messa in sicurezza idraulica dell’area, che avrebbe dovuto precedere o accompagnare gli interventi sul porto.
Il progetto includeva, inoltre, il restauro della Rocca di Talamone, non previsto dal piano regolatore portuale, creando incertezza sull’estensione della concessione e compromettendo la trasparenza e la possibilità di confronto con altre proposte.
Il Consiglio di Stato, quindi, ha riconosciuto la legittimazione degli operatori locali (come il Consorzio Il Molo) a opporsi, sottolineando l’importanza di un confronto concorrenziale corretto.
Le dichiarazioni del Coordinamento Secessione Talamone, le necessità reali
La sentenza è una pesante sconfitta giuridica e politica per il Comune di Orbetello, che ha agito con improvvisazione, contraddizioni, mancanza di trasparenza e disconnessione dal territorio.
L’amministrazione ha ignorato le esigenze della comunità locale e degli operatori storici, forzando procedure illegittime. Ora la priorità deve essere la messa in sicurezza delle spiagge e della costa di Talamone, che stanno subendo danni da frane e arretramenti dell’arenile, problemi concreti e urgenti trascurati dal Comune.
Si chiede al sindaco di cambiare rotta, concentrandosi su interventi concreti, risorse e manutenzione, evitando conflitti amministrativi che portano solo a immobilismo e costi legali.
Il Consorzio Il Molo di Talamone ha risposto a stretto giro:
Il Consorzio accoglie con rispetto la decisione del Consiglio di Stato, che ristabilisce regole chiare e coerenza amministrativa. L’obiettivo resta la tutela dell’approdo, fondamentale per il lavoro di molte piccole imprese, associazioni sportive e per la comunità storica di Talamone. La priorità è proteggere e valorizzare l’area in modo condiviso e sostenibile.
