Porto di Civitavecchia: istituzioni e sindacati si confrontano sul futuro del lavoro turistico
Porto di Civitavecchia: istituzioni e sindacati si confrontano sul futuro del lavoro turistico, con un tavolo tecnico in Aula Calamatta che pone al centro del dibattito la tutela delle guide, degli accompagnatori e il miglioramento delle condizioni operative nello scalo laziale. Il confronto si è svolto in un clima di costruttiva collaborazione sottolineando la volontà di tutte le parti di superare la fase della protesta per approdare a quella delle soluzioni concrete.
Civitavecchia: il confronto a tutela delle professioni turistiche
Il Porto di Civitavecchia accelera sul fronte della coesione sociale e della qualità del lavoro. Nella mattinata di ieri, 25 marzo 2026, l’Aula Calamatta del Comune ha ospitato il secondo round del tavolo di confronto dedicato alle professioni del settore turistico operanti in ambito portuale.
L’incontro, che segue il primo appuntamento programmatico, ha visto seduti allo stesso tavolo i vertici dell’Autorità di Sistema Portuale (AdSP) del Mar Tirreno Centro Settentrionale, l’amministrazione comunale, i sindacati e le associazioni di categoria. Un segnale forte di come lo scalo romano intenda gestire la crescita dei flussi turistici non solo in termini di volume, ma anche di sostenibilità lavorativa.
Obiettivi: sicurezza e tutele
Il dibattito si è concentrato sulle criticità specifiche che colpiscono chi opera quotidianamente “sul campo” all’interno del porto. I punti cardine emersi durante il confronto riguardano il miglioramento delle condizioni operative, ovvero l’ottimizzazione degli spazi e dei flussi per agevolare il lavoro di guide e accompagnatori. Il rafforzamento delle tutele con garanzie contrattuali e professionali per categorie spesso soggette a forte stagionalità. L’innalzamento dei livelli di sicurezza con standard più elevati per la gestione dei passeggeri in transito tra banchine e aree urbane.
“Il confronto si è svolto in un clima di costruttiva collaborazione,” si legge nella nota ufficiale, sottolineando la volontà di tutte le parti di superare la fase della protesta per approdare a quella delle soluzioni concrete.
Civitavecchia modello di efficienza e sicurezza del lavoro
Il tavolo di ieri non è un punto di arrivo, ma una tappa di un percorso strutturato. Nei prossimi mesi sono già previsti nuovi incontri tecnici per tradurre le istanze sindacali e professionali in protocolli d’intesa o interventi infrastrutturali mirati. L’obiettivo finale è chiaro: fare del Porto di Civitavecchia un modello dove l’efficienza dei servizi turistici vada di pari passo con la dignità e la sicurezza di chi vi lavora, consolidando il ruolo dello scalo come porta d’accesso privilegiata e sicura per l’Italia.
Al Tavolo: le istituzioni portuali, i sindacati e le imprese
Lincontro ha visto la partecipazione attiva di figure chiave per la governance del territorio, da una parte le istituzioni: Malcolm Morini (Dirigente Comunicazione e Promozione AdSP) e Piero Alessi (Assessore alle Attività Produttive); dall’altra le istanze sociali con i rappresentanti di CGIL, UIL e USB. Per le imprese e i professionisti: CNA, Confcommercio e le associazioni di categoria Agilo (Associazione Nazionale Accompagnatori e Guide) e Assoguide.
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