Porti d’Ialia Spa, Ministero dei Trasporti: coordinamento tra varie autorita’ e lavoro di squadra
Il Ministero dei Trasporti annuncia la nascita di Porti d’Italia Spa. La società Porti d’Italia Spa gestirà i servizi generali e gli investimenti infrastrutturali e mira a portare crescita per i porti italiani, con l’obiettivo anche di andare a lavorare all’estero per un ulteriore sviluppo.
Con l’approvazione della riforma del Sistema Portuale Italiano è nata la società Porti d’Italia Spa, una società pubblica partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e vigilata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’obiettivo è quello di coordinare le sedici autorità portuali, senza interferire con le singole Autorità Portuali, ma di gestire una funzione di coordinamento e di sviluppo.
Gli obiettivi di Porti d’Italia
Porti d’Italia Spa gestirà i servizi generali e gli investimenti infrastrutturali e mira a portare crescita per i porti italiani, con l’obiettivo anche di andare a lavorare all’estero per un ulteriore sviluppo. Lo ha affermato Edoardo Rixi, viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, intervenendo all’iniziativa della Lega “Idee in movimento” in corso in Abruzzo.
«Semplificazione e certezza dei tempi. Ci sono porti in Italia che non hanno ancora il piano regolatore. Quello che vogliamo avere è una società unica italiana per dragaggi e altri servizi, così i presidenti dei porti si possono occupare di altro» per migliorare l’offerta portuale e crescere, ha spiegato Rixi. «Quello che vorremmo fare è approfittare di questa centralità nel Mediterraneo per aumentare l’arrivo di merci, anche per l’Europa, aumentare le entrate dei porti italiani, migliorare le infrastrutture e migliorare anche quanto c’è intorno, perché ci sia la possibilità di investire anche in nuovi waterfront…»
La posizione strategica nel Mediterraneo
Il tema dei porti “riguarda tutta la penisola. Nel tempo non e’ esistito un coordinamento tra le varie autorita’ portuali italiane. L’Italia puo’ avere un grande ruolo per l’ingresso delle merci in Europa e serve guardare verso il Mediterraneo”. “Serve una societa’ che faccia un coordinamento tra i porti italiani per fare in modo che le pratiche migliori dei singoli porti diventino patrimonio comune, i servizi siano analoghi, che la merce vada nel porto piu’ vicino a dove deve arrivare, e non nel porto che oggi e’ in grado di dare determinati servizi, perche’ altri porti non sono in grado” ha spiegato, sottolineando che serve “soprattutto” agire come una “squadra”.
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