Napoli al centro del Mediterraneo: la Guardia Costiera ospita il 22mo MEWG (video)
A Napoli, presso il borgo di Castel dell’Ovo, il 22mo convegno per la sicurezza del Mare,
Napoli ha ospitato, il 24 marzo, la 22ma edizione Mediterranean Expert Working Group (MEWG), organizzata dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto –Guardia Costiera unitamente alla Direzione Marittima di Napoli, scegliendo l’ncantevole scenario del borgo marinaro di Castel dell’Ovo, presso il Reale Yacht Club Canottieri Savoia.
La nascita del Mediterranean Expert Working Group (MEWG)
Nel dicembre 1999, il tragico affondamento della petroliera ERIKA, battente bandiera maltese, causò un grave disastro ambientale lungo le coste della Bretagna, in Francia. Questo evento segnò una svolta cruciale nella gestione della sicurezza marittima nell’Unione Europea, spingendo Bruxelles a varare una serie di pacchetti normativi noti come Erika’s Package.
La risposta europea al disastro ERIKA
Tra le principali misure adottate vi fu la creazione dell’European Maritime Safety Agency (EMSA), un’agenzia comunitaria con sede a Lisbona, incaricata di coordinare e migliorare la sicurezza marittima a livello europeo. Parallelamente, con la direttiva 2002/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, venne introdotto un complesso sistema di monitoraggio del traffico marittimo chiamato Vessel Traffic Monitoring and Information System (VTMIS).
Il VTMIS e la sua implementazione in Italia, gli obiettivi
La direttiva, recepita in Italia con il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 196, affidò al Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera la responsabilità di implementare il VTMIS. Gli obiettivi principali di questo sistema sono:
Migliorare la sicurezza e l’efficienza del traffico marittimo.
Potenziare la capacità di risposta delle autorità in caso di incidenti o situazioni pericolose in mare, inclusi i soccorsi.
Rafforzare la prevenzione e l’individuazione di inquinamenti causati da navi.
La rete SafeSeaNet e il sistema regionale MAREΣ
Le informazioni raccolte dai VTMIS degli Stati membri vengono scambiate tramite la rete europea SafeSeaNet, gestita dall’EMSA. Nel 2006, gli Stati mediterranei dell’UE, in collaborazione con EMSA, incaricarono il Comando Generale della Guardia Costiera italiana di sviluppare e gestire un sistema regionale per la raccolta e la redistribuzione di dati marittimi, destinati anche all’EMSA.
Questo sistema regionale, nato come progetto pilota, si è ampliato nel tempo grazie al supporto finanziario e politico dell’Unione Europea. Oggi coinvolge non solo i Paesi dell’UE, ma anche quelli della sponda sud del Mediterraneo (Progetto Safemed), del Mar Nero e del Mar Caspio (Progetto Black and Caspian Sea), nonché i Paesi candidati all’adesione all’UE, sostenuti dagli Instrument for Pre-Accession Assistance.
Il sistema è conosciuto come MAREΣ (Mediterranean AIS Regional Exchange System), dove la lettera greca Σ (sigma) simboleggia la somma dei contributi dei 20 Stati partecipanti.
L’incontro a Napoli del 2026: un bilancio e uno sguardo al futuro

Nel 2026, si è svolta una riunione di rilievo copresieduta dall’Ammiraglio Ispettore Giuseppe Aulicino, Direttore Marittimo della Guardia Costiera di Napoli, e da Lazaros Aichmalotidis, responsabile della Maritime Digital Unit di EMSA. Vi hanno partecipato rappresentanti di 14 Paesi, oltre a due delegati della Norwegian Coastal Administration, che gestisce sistemi analoghi nel Nord Europa.
Durante l’incontro sono stati analizzati i risultati del 2025, le criticità emerse e le prospettive future di MAREΣ, che si conferma un modello di eccellenza tecnologica italiana e di cooperazione internazionale.
Numeri impressionanti per un sistema d’eccellenza, il sistema MAREΣ gestisce dati di portata straordinaria:
Oltre 88,6 miliardi di informazioni raccolte, di cui circa 5,4 miliardi fornite dalla Guardia Costiera italiana, comprese quelle acquisite dalle sue unità navali.
Circa 3,85 miliardi di dati sono stati trasferiti alla rete comunitaria SafeSeaNet. Questi numeri testimoniano l’efficacia di un sistema integrato, che non solo migliora la sicurezza marittima, ma contribuisce in modo significativo alla tutela ambientale delle acque europee.
L’esperienza maturata con il progetto MAREΣ rappresenta un esempio virtuoso di come la cooperazione regionale e l’innovazione tecnologica possano trasformare una tragedia ambientale in un’opportunità per costruire un futuro marittimo più sicuro e sostenibile per l’Europa e i suoi vicini.
