LetExpo, Guido Grimaldi: C’è grande preoccupazione per i 30mila marittimi bloccati nello Stretto di Hormuz
Guido Grimaldi, presidente di ALIS, ha espresso grande preoccupazione per i 30mila marittimi bloccati sulle navi nello Stretto di Hormuz
L’aggravarsi del conflitto con l’Iran e il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz desta forte preoccupazione per la sorte dei 30 mila marittimi a bordo delle navi. Lo Stretto di Hormuz è un passaggio fondamentale per le navi che riforniscono il Mediterraneo, da cui passa il 40% delle merci che passa dai porti italiani per raggiungere il resto d’Europa. Il prolungamento della crisi, avrebbe conseguenze devastanti sull’economia.
La preoccupazione principale, però, oggi è per la sorte dei lavoratori marittimi che sono costretti a restare a bordo delle navi in uno scenario di guerra sempre più caldo. A sottolineare la preoccupazione per i marittimi è il Presidente ALIS, Guido Grimaldi, al LetExpo 2026, la fiera di riferimento per i trasporti, la logistica, i servizi alle imprese e la sostenibilità a cui parteciperanno anche il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini e il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
La preoccupazione per 30 marittimi bloccati a Hormuz, Guido Grimaldi
Nell’ambito della quarta edizione di LetExpo, in corso a Verona, è il presidente ALIS Guido Grimaldi a lanciare l’allarme: “C’è grande preoccupazione per i circa 30 mila marittimi bloccati nello Stretto di Hormuz, molti dei quali italiani, costretti a restare a bordo delle proprie imbarcazioni in condizioni sempre più difficili e precarie. L’allarme che ALIS lancia da LetExpo riguarda innanzitutto la sicurezza di questi lavoratori del mare: l’Italia deve intervenire subito per mettere in sicurezza i marittimi bloccati sulle navi e le stesse imbarcazioni”
Le conseguenze della chiusura dello Stretto di Hormuz
“Dallo Stretto di Hormuz transitavano mediamente circa 125 navi al giorno e le conseguenze della sua chiusura potrebbero durare a lungo. Il rischio è quello di bloccare il settore della logistica e l’intero comparto produttivo che dipende dal flusso delle merci. Non va dimenticato che il 40% delle merci del Mediterraneo passa dai porti italiani e da qui raggiunge gran parte dei Paesi europei”.
“Una crisi prolungata – conclude Grimaldi – potrebbe mettere seriamente a rischio anche l’approvvigionamento di gas e petrolio e determinare un aumento significativo dei premi assicurativi per il trasporto marittimo”.
