Interodalità, Paroli: l’integrazione tra ferro e porti deve mirare al 100% dell’uso delle strutture
Il Presidente Matteo Paroli è intervenuto alla tavola rotonda “L’intermodale ferro-portuale”, spiegndo che serve usare il 100% delle strutture mettendo insieme investimenti pubblici e aziende private
Alla Tavola rotonda “L’intermodale ferro-portuale” nell’ambito di Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry a Milano, è intrvenuto il Presidente dell’AdSP Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, che ha illustrato le prospettive di crescita attraverso l’intermodalità e il pieno uso delle strutture.
“Le Autorità portuali non devono limitarsi a costruire utilizzando cemento e calcestruzzo: devono attrarre investimenti privati, affiancare gli operatori e garantire che ogni traccia ferroviaria resa disponibile dal gestore della rete sia utilizzata dai vettori al 100%. Infrastrutture nei tempi, efficienza gestionale e attrazione di capitali privati sono le tre leve per rafforzare subito i traffici”. Milano alla tavola rotonda “L’intermodale ferro-portuale” nell’ambito di Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry, evento promosso da Assolombarda che riunisce i principali protagonisti dell’industria, dei trasporti e della logistica.
Intermodalità, cosa c’è da fare? Le proposte di Paroli
La giornata, dedicata al tema “Intermodalità, cosa c’è da fare?”, ha posto al centro il nodo dell’integrazione tra porto e ferrovia, in un confronto tra istituzioni e operatori per individuare soluzioni operative nel breve periodo, in parallelo ai grandi investimenti infrastrutturali in corso. Evidenziando il ruolo del sistema portuale del Mar Ligure Occidentale come piattaforma logistica integrata, fondata su tre pilastri: infrastrutture realizzate nei tempi, utilizzo efficiente delle tracce ferroviarie e capacità di attrarre investimenti privati per rafforzare i traffici e la competitività internazionale.
Il Presidente Paroli ha ribadito l’impegno strutturale del sistema portuale di Genova, Genova Pra’ e Savona-Vado: “Il sistema portuale ha investito 167 milioni di euro per il potenziamento dell’infrastruttura ferroviaria. Parliamo di interventi concreti nei porti di Genova, Genova Pra’ e Savona-Vado, con adeguamento dei fasci binari ai moduli da 750 metri, integrazione tecnologica e maggiore automatizzazione delle operazioni. Il primo obiettivo dell’Autorità di Sistema è portare a termine questi lavori nei tempi previsti, perché la pubblica amministrazione deve rispettare le scadenze che essa stessa stabilisce quando bandisce le gare”.
Investimenti e valorizzazione delle strutture esistenti
Accanto agli investimenti, il Presidente ha richiamato con forza la necessità di valorizzare pienamente le capacità già disponibili: “Le tracce ferroviarie che oggi abbiamo devono essere sfruttate al 100%. Non possiamo permetterci di lasciarne vuota neanche una. L’uso della traccia non può essere discrezionale da parte dell’operatore che l’ha contrattualizzata e poi rinunciarvi incide sull’intero sistema logistico nazionale. Dobbiamo lavorare con quello che abbiamo oggi, ottimizzando aree portuali, treni e slot ferroviari”.
Sul fronte degli incentivi, con riferimento al meccanismo del ferrobonus, Paroli ha precisato che gli incentivi hanno avuto una funzione di start-up e ancora oggi aiutano il passaggio dalla gomma al ferro, ma non possono rappresentare da soli la chiave di svolta strutturale. Devono accompagnare il potenziamento infrastrutturale e l’efficienza gestionale, non sostituirsi ad esse. In questa ottica, il ruolo dell’incentivo andrà valutato in modo coerente quando il sistema sarà pienamente performante e, nel 2028, la rete ferroviaria nazionale avrà’ capacità decisamente superiori a quelle attuali.
L’acordo da 1 miliardo con Singapore basato sull’ottimizzazione degli spazi
“Stimolare il privato a investire nei nostri porti significa prima di tutto fare il nostro dovere come amministrazione pubblica, rispettando tempi e impegni. Il secondo obiettivo è affiancare gli operatori, invitarli a investire in un sistema logistico nel quale siamo pienamente coinvolti”.
In questo quadro si inserisce l‘accordo recentemente siglato a Singapore, insieme al Viceministro delle Infrastrutture e Trasporti Edoardo Rixi, per un investimento da 1 miliardo di dollari nel porto di Genova. “Si tratta di un investimento a infrastruttura invariata, senza aumento delle superfici portuali e senza richiedere un metro quadrato di piazzali e banchine in più rispetto a quelle oggi assentite in concessione. È un’operazione basata sull’ottimizzazione degli spazi esistenti. Le Autorità portuali devono fare esattamente questo: chiamare investitori internazionali a investire nei nostri scali. Se realizziamo infrastrutture sulle quali nessuno poi nessun privato investe, abbiamo semplicemente sprecato denaro pubblico”.
L’evento milanese ha visto la partecipazione di rappresentanti di vertice delle associazioni industriali, operatori terminalistici e MTO, imprese ferroviarie, manager della logistica integrata e presidenti di autorità portuali e interporti, confermando la centralità dell’intermodalità per la competitività del sistema Paese. All’evento erano presenti anche i due principali operatori container del sistema portuale PSA Italy e Vado Gateway che hanno illustrato le soluzioni intermodali in corso e future nelle rispettive realtà di Genova Pra’ e Vado Ligure dimostrando l’ottima sincronia con i progetti di sviluppo della Adsp.
