Genova: proseguono gli incontri per il nuovo Piano Regolatore Porti, il 9/9 Confindustria Genova
Continua il ciclo di incontri del presidente Paroli con le istituzioni locali. IL 9 settembre ha incontrato Confindustria Genova
Continuano gli incontri istituzionali dell’Autorità del Sistema Portuale Mar Ligure, con gli attori delle categorie interessate al Nuovo Piano Regolatore Porti. Al centro degli incontri la sostenibilità economica degli investimenti, individuazione delle opere e capacità di mobilitare risorse pubbliche e private, temi che sono stati affrontati nella mattina del 9 settembre nel corso dell’incontro sui nuovi Piani Regolatori Portuali (PRP) tra l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e Confindustria Genova, rappresentata da Beppe Costa, Marco Ghiglione e Vincenzo Cellario.
Piano Regolatore Porti: approccio ponderato
Gli scenari dei PRP presentati partono infatti dalla necessità di mantenere un approccio ponderato alla programmazione delle nuove opere, razionalizzando gli interventi e contenendo, per quanto possibile, il ricorso a nuove espansioni territoriali e alle sole risorse pubbliche. Una scelta che non significa ridimensionare le ambizioni di crescita dei porti, ma individuare interventi effettivamente necessari, funzionali e concretamente realizzabili, tenendo conto delle condizioni finanziarie attuali e della capacità di attivare investimenti pubblici e privati.
La sostenibilità economica
La sostenibilità economica rappresenta uno degli elementi sui quali sarà chiamato a misurarsi il Piano anche nell’ambito del successivo esame da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che non valuta soltanto la fattibilità tecnica delle opere, ma anche la loro effettiva sostenibilità sotto il profilo economico. In questa prospettiva, gli scenari elaborati dall’Autorità sono stati costruiti evitando previsioni sovradimensionate e concentrando le nuove realizzazioni sulle esigenze effettive di sviluppo del sistema.
Partenariati con i privati
Una parte, anche importante, degli interventi potrà inoltre essere accompagnata da investimenti privati e da forme di partenariato pubblico-privato, attraverso un approccio più flessibile e proattivo dell’Autorità in qualità di soggetto concedente. L’obiettivo è creare le condizioni affinché le opere possano essere realizzate con tempi e modalità coerenti con la loro funzione, distribuendo in modo efficace l’impegno tra risorse pubbliche e capacità di investimento degli operatori.
Gli obiettivi del Piano Regolatore Porti: riduzione emissioni, tutela delle acque e impatto acustico
Oltre alla sostenibilità economica, nel corso dell’incontro sono state valutate le azioni previste per ridurre gli impatti ambientali delle attività portuali e favorire una crescita maggiormente integrata con il contesto territoriale.
Tra gli obiettivi del Piano figurano la riduzione delle emissioni legate alle navi e ai mezzi terrestri, il miglioramento della fluidità della logistica, la promozione dello shift modale ferroviario, la riduzione dei consumi energetici e l’incremento dell’utilizzo di fonti rinnovabili, insieme alla tutela delle acque, del suolo e alla mitigazione dell’impatto acustico. Particolare attenzione è inoltre dedicata alla relazione tra attività portuali e aree urbane, con l’obiettivo di contenere gli impatti e valorizzare le possibili sinergie con il territorio.
Il confronto con Confindustri Genova
Il confronto con Confindustria Genova ha restituito un clima positivo e di soddisfazione per il lavoro presentato e per l’impostazione individuata dall’Autorità. Anche questo incontro ha consentito di verificare le ipotesi di Piano attraverso il confronto con una componente rappresentativa del sistema economico del territorio, nell’ambito di un percorso che proseguirà nelle prossime settimane con gli ulteriori stakeholder.
«La sostenibilità economica è una condizione essenziale per rendere concreta qualsiasi previsione di sviluppo, ha dichiarato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Matteo Paroli . Oggi non possiamo pensare a un Piano Regolatore fatto di interventi infrastrutturali imponenti senza chiederci, fin dall’inizio, se quelle opere potranno essere effettivamente realizzate e con quali risorse. Per questo abbiamo scelto un’impostazione funzionale e razionale, che delimita le nuove opere a quelle realmente necessarie e considera anche la possibilità di coinvolgere maggiormente gli investimenti privati e il partenariato pubblico-privato. È un cambio di mentalità che richiede un’evoluzione del modo in cui tutti i soggetti che hanno responsabilità di regolazione e controllo intervengono sui processi che riguardano la portualità. Se chiediamo al privato di investire su infrastrutture che hanno tempi di ritorno necessariamente lunghi, dobbiamo essere in grado di costruire un quadro regolatorio coerente con questa prospettiva. Autorità concedenti, soggetti regolatori e organismi di controllo devono poter lavorare, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, con una visione comune delle esigenze e delle dinamiche dei porti. Solo così possiamo evitare che tempi, regole o criteri di valutazione non coordinati finiscano per ostacolare investimenti che invece sono necessari alla competitività del sistema.
Conclusioni dell’incontro con il mondo industriale
Dopo i primi incontri con il cluster portuale, anche il confronto con il mondo industriale ci conferma che la direzione intrapresa è quella giusta. Continueremo questo percorso con lo stesso metodo: presentare un lavoro già elaborato sulla base di studi e approfondimenti, ascoltare osservazioni e contributi e verificare, sul piano tecnico e normativo, gli elementi che potranno contribuire a migliorarlo. L’obiettivo è arrivare a un Piano che non sia soltanto una previsione urbanistica, ma uno strumento concreto, sostenibile e capace di accompagnare la competitività dei nostri porti nei prossimi decenni».
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