Porti, Cdm approva ddl riordino governance e rilancio investimenti, nasce Porti d’Italia S.p.a
I punti della nuova legge e di “Porti d’Italia”
Svolta storica perle infrastrutture portuali, il 22 dicembre il Consiglio dei ministri, ha approvato, con procedura d’urgenza, un disegno di legge di riordino della legge 28 gennaio 1994, n. 84 in materia di governance portuale e rilancio degli investimenti in infrastrutture strategiche di trasporto marittimo di interesse generale, insieme alla creazione di Porti d’Italia S.p.a.
Gli obiettivi della nuova legge
Lo scopo dell’intervento legislativo, proposto dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, è quello di modernizzare profondamente il sistema portuale nazionale per accrescerne la competitività internazionale e favorire uno sviluppo integrato del settore logistico. Seguendo gli indirizzi strategici del “Piano del mare”, il provvedimento introduce rilevanti modifiche organizzative, tra cui l’istituzione della società “Porti d’Italia S.p.a.”.
Cos’è Porti d’Italia S.p.a
Porti d’Italia S.p.a avrà il compito di supportare la realizzazione di infrastrutture di rilevanza internazionale e nazionale. Con l’obiettivo di potenziare l’intermodalità e lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T). Il testo stabilisce norme rigorose per la separazione contabile e organizzativa all’interno delle Autorità di sistema portuale. Inoltre disciplina la costituzione del “Fondo per le infrastrutture strategiche di trasporto marittimo“. La norma chiarisce che l’erogazione dei finanziamenti è subordinata alla verifica del rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato. Quest’ultima prevede la sospensione delle risorse per gli interventi non esenti da notifica fino all’avvenuta autorizzazione della Commissione europea, garantendo così la piena certezza giuridica degli investimenti. Il disegno di legge prevede, inoltre, l’adozione, entro il 30 giugno 2026, di linee guida nazionali per la determinazione uniforme del canone demaniale. Per assicurare la massima trasparenza, le Autorità di sistema portuale avranno l‘obbligo di aggiornare tempestivamente i dati delle concessioni nel Sistema Informativo del Demanio Marittimo.
I punti della riforma
Per concludere, la riforma punta a semplificare le procedure amministrative, stimolare l’apporto di capitali privati. Oltre che a superare la frammentazione gestionale che ha finora limitato il potenziale dei porti italiani nel bacino del Mediterraneo
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