Avvio positivo per Assarmatori e Confitarma per gli incontri per il Nuovo Piano Regolatore Porti
Il primo dei 20 incontri previsti per il nuovo Piano Regolatore Porti, voluto dal presidente Paroli, ha soddisfatto Assarmatori e Confitarma.
L’Autorità di Sistema Portuale ligure Occidentale ha scelto di confrontarsi con le parti interessate per definire al meglio il nuovo Piano Regolatore Portuale, per illustrare e discutere quelle che saranno i passaggi istituzionali per la definizione e l’attuazione del PRP. Nell’ambito del percorso di informazione e interlocuzione sulle proposte, il Presidente Matteo Paroli, ha incontrato gli armatori e le associazioni cittadine interessate per presentare il Nuovo Piano Regolatore Portuale. Il primo degli incontri con Assarmatori e Confitarma, che si è svolto il 4 settembre, con la partecipazione al tavolo i rappresentanti delle associazioni armatoriali: per Confitarma, Roberto Alberti e Roberto Ferrarini; per Assarmatori, Stefano Messina, Ignazio Messina, Achille Onorato, Matteo Catani e Alberto Rossi, ha avuto un riscontro positivo.
Il Segretario Generale Tito Vespasiani: “Con il DPSS del 2022 sono stati definiti gli obiettivi strategici, gli ambiti portuali, le aree di interazione con la città e quelle retroportuali. Il PRP deve ora tradurre quel quadro in destinazioni funzionali e azioni concretamente capaci di governare lo sviluppo del sistema per i prossimi decenni”.
Un incontro che ha consentito di raccogliere primi spunti utili al lavoro in corso, rinviando gli aspetti di maggiore dettaglio alle successive verifiche e agli approfondimenti tecnici, nei prossimi appuntamenti già programmati. Il Presidente Matteo Paroli ha espresso soddisfazione per l’esito del primo incontro: “Il primo incontro ci conferma l’utilità della strada che abbiamo scelto. L’apprezzamento espresso dai rappresentanti di Assarmatori e Confitarma per il metodo e per la trasparenza è importante, ma lo è ancora di più il fatto che dalla discussione siano emersi primi elementi sui quali vale la pena lavorare” .
Dal Documento di Pianificazione al Piano Regolatore Porti: programmazione e flessibilità per i prossimi 25-30 anni
Il Presidente Matteo Paroli, il Segretario Generale Tito Vespasiani e lo staff dell’Autorità impegnato nella redazione del PRP (Piano Regolatore Porti) hanno presentato il quadro generale delle azioni, ripercorrendo il lavoro avviato con il Documento di Pianificazione Strategica di Sistema (DPSS), adottato nel luglio 2022, che ha individuato gli obiettivi di sviluppo, gli ambiti portuali, le aree di interazione porto-città e quelle retroportuali.
Il PRP è un programma di cambiamento ambizioso: tradurre gli indirizzi strategici in scelte e destinazioni funzionali capaci di governare lo sviluppo dei porti in un orizzonte di 25-30 anni, mantenendo la flessibilità necessaria per rispondere all’evoluzione dei mercati, dei traffici e delle esigenze operative.
Gli obiettivi dell’Autorità Portuale: presentare il progetto prima della definizione del programma
Uno degli obiettivi principali dell’iniziativa dell’AdSP è, appunto, presentare le azioni sulle quali si sta lavorando prima che il processo di definizione sia concluso, mettendole in relazione con l’esperienza e le esigenze dei soggetti che operano nel sistema portuale e, nei prossimi incontri, con le istituzioni, gli enti territoriali, i Municipi, le associazioni e i comitati cittadini interessati.
L’interlocuzione non si esaurirà nei singoli appuntamenti. Dopo la presentazione generale, proseguirà in relazione ai diversi ambiti di interesse e competenza, anche attraverso contributi e approfondimenti sulle azioni illustrate, che saranno esaminati sotto il profilo tecnico e normativo nell’ambito del lavoro di definizione del Piano.
Il rapporto con gli Enti Territoriali
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato anche il rapporto con gli enti territoriali, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, soprattutto per le cosiddette aree di co-pianificazione, nelle quali le previsioni portuali si intersecano con gli strumenti urbanistici e con le prospettive di valorizzazione dei territori. È in questi ambiti che la sinergia tra porto e città trova una delle sue applicazioni più concrete, anche alla luce dei vincoli e delle caratteristiche dei diversi contesti urbani.
I tre principi del nuovo Piano Regolatore Porti: competitività, sostenibilità e creazione di valore per il territorio
Il Piano punta a creare le condizioni per la crescita dei traffici e dell’economia portuale attraverso infrastrutture dimensionate sulle effettive esigenze di sviluppo, evitando sovradimensionamenti e tenendo insieme domanda, sostenibilità anche economica degli interventi e connessioni con le grandi reti logistiche.
In questa prospettiva rientrano il potenziamento dell’accessibilità terrestre e lo shift modale verso la ferrovia, anche attraverso infrastrutture adeguate agli standard dei treni merci europei, in connessione con il Terzo Valico e con il sistema ferroviario e stradale di accesso ai porti.
La sostenibilità ambientale costituisce un altro elemento strutturale, comprendendo anche la valutazione degli effetti climatici delle scelte previste. Rientrano in questo ambito le trasformazioni connesse alla transizione energetica e le nuove esigenze che ne deriveranno per le infrastrutture e le attività portuali.
Il Piano punta inoltre a valorizzare le aree che hanno progressivamente perso una funzione strettamente marittimo-portuale, verificandone possibili utilizzi capaci di generare valore e migliorare la relazione con i contesti urbani.
Un principio trasversale riguarda la flessibilità operativa dei terminal. Le destinazioni funzionali saranno definite in modo da consentire, dove le condizioni lo permettono, una capacità multipurpose e di adattamento all’evoluzione della domanda, evitando rigidità che nel lungo periodo potrebbero tradursi in inefficienze o congestioni. Tale flessibilità dovrà essere compatibile con le caratteristiche delle singole aree e con le esigenze operative e di sicurezza.
La sicurezza della navigazione, delle operazioni in mare e delle attività in banchina resta infatti un presupposto delle scelte di Piano, anche per garantire continuità e sviluppo delle attività e tutelare il lavoro e l’occupazione.
Le prossime tappe: preadozione del PRP e Valutazione Ambientale Strategica
Il lavoro delle prossime settimane è orientato verso un primo traguardo indicativo: la preadozione del Piano in Comitato di Gestione tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, funzionale all’avvio della procedura di Valutazione Ambientale Strategica. Seguiranno i passaggi previsti dalla normativa, con l’acquisizione dei pareri e delle valutazioni degli enti competenti e la prosecuzione della VAS fino alla sua conclusione.
L’obiettivo, compatibilmente con i tempi necessari al completamento dell’intero iter, è arrivare all’approvazione definitiva del nuovo Piano Regolatore Portuale nel 2028.
Leggi anche: Porti d’Italia, Rixi: cabina di regia unica e piano per le infrastrutture strategiche
