Porti: via libera del Senato alla riforma per il rilancio
Il Senato ha approvato con 258 sì e nessun voto contrario, la legge sulla riforma del settore portuale. Questi i punti principali del ddl: il rafforzamento dei poteri di indirizzo, il coordinamento e l’autonomia delle autorità portuali, l’accentuazione del carattere manageriale della gestione e semplificazione delle procedure dei piani regolatori portuali. Il ddl, che passa ora alla Camera, contiene inoltre le norme per costituzione di sistemi logistici e istituisce un fondo per il finanziamento delle connessioni intermodali. L’Aula del Senato ha approvato, insieme alla riforma dei porti, un ordine del giorno, a prima firma del senatore del Carroccio Roberto Castelli, che chiede la costituzione di zone franche per il Porto di Trieste, come previsto dal Trattato di Parigi del 1947.
Autonomia finanziaria e maggiori poteri ai presidenti di Autorità Portuali sono, per la quasi totalità dei pareri, gli aspetti positivi della riforma. “Il progetto di riforma della portualità cade in un momento particolare dell’economia in Italia. Accanto ai problemi come la recessione, la riduzione dei consumi, il calo della produzione e l’occupazione, i porti possono diventare un elemento importante e trainante in tema di sviluppo, insieme ad altre infrastrutture – ha dichiarato il senatore Cosimo Gallo, capogruppo del Pdl in commissione Lavori Pubblici -. In questo contesto la semplificazione dei processi degli iter amministrativi riguardanti le autorità portuali e il rafforzamento degli organi di amministrazione diventa un argomento particolarmente importante ai fini della gestione della nuova portualità. Quest’ultima deve essere moderna e affidarsi a una classe dirigente che avverte questa responsabilità, avendo la possibilità di operare anche in autonomia finanziaria e deve attrezzarsi per essere al passo con i tempi. Il lavoro che ha svolto la Commissione, guidata dal presidente Luigi Grillo, è basato sui principi della coscienza collettiva e dell’assunzione della responsabilità di tutti, perché ci sentiamo responsabili dell’andamento generale dell’economia in Italia. Con questa riforma dei porti si può seriamente pensare di rafforzare la centralità dell’Italia nel Mediterraneo. Attraverso questo progetto di iniziativa parlamentare -conclude l’esponente del Pdl- diamo fattivamente un contributo diretto per la crescita. Sentiamo che la democrazia parlamentare ritorna a essere protagonista in assemblea”.
