Porti: nel 2015 il traffico crociere crescerà del 6,37%
Segna più 6,37% la stima dei croceristi che sbarcheranno nei porti italiani nel 2015 rispetto al 2014. Il dato emerge dal rapporto Italia Cruise Watch che è stato diffuso a Napoli nell’ambito della quarta edizione dell’Italian Cruise Day. Percentuale che acquista forza se rapportata al -8,97% che si registrerà al termine dell’anno solare in corso: se tale previsione sarà confermata, nel 2015 saranno circa 10,9 milioni i passeggeri imbarcati, sbarcati e in transito negli scali nazionali e circa 4.700 le toccate nave a fronte delle 4.676 stimate a fine 2014.
“La previsione sul 2015 – spiega Francesco Di Cesare presidente di Risposte Turismo, che organizza l’Italian Cruise Day e redige il rapporto – segna una crescita che arriva dopo il calo del 2014 che possiamo definire sensibile ma non preoccupante, perché rappresenta la normale evoluzione di un prodotto che è cresciuto per decenni”. Per Di Cesare bisogna “continuare a investire nel settore, per tenere il passo di una concorrenza ormai globale, che non coinvolge più per l’Italia, Paesi come la Spagna e la Francia, ma anche l’area del Pacifico e del Sudamerica”.
Tra i porti con la migliore performance prevista per il 2015 spicca Napoli la cui crescita è stimata al 16%, dieci punti in piú della media nazionale: lo scalo partenopeo si conferma stabilmente sopra il milione di passeggeri l’anno, consolidando il terzo posto in Italia dopo Civitavecchia, la cui previsione per il 2015 è di una crescita del 7%, e Venezia che invece nelle stime registrerà un calo del 10%. Molto bene anche La Spezia che nel 2014 cresce del 140% sfiorando il mezzo milione di croceristi e nella stima per il 2015 salirà al quinto posto nella top ten delle mete preferite dai crocieristi, superando gli 800.000 visitatori.
Sul fronte degli investimenti, il rapporto Italian Cruise Watch parla di venti porti italiani che nel triennio 2012-2014 hanno investito un totale di 213 milioni di euro per il miglioramento delle banchine e delle stazioni marittime. La previsione per il triennio successivo (2015-2017) è di 180 milioni di euro già stanziati una parte dei quali “saranno mirati – spiega Di Cesare – al risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni din progetti come come ironing con elettrificazione delle banchine che consentirebbe a navi di spegnere motori”.
