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Le Navi Asilo della Marina Militare Italiana: il patrimonio storico che ha educato alla cultura del mare e alla vita
NAVE

Le Navi Asilo della Marina Militare Italiana: il patrimonio storico che ha educato alla cultura del mare e alla vita

A bordo delle Navi Asilo veniva offerta la possibilità di studiare e sviluppare le proprie capacità in un ambiente familiare e protetto

Veronica Concilio
27 Febbraio 2025

Molto più che semplici imbarcazioni: erano le navi asilo, un capitolo affascinante della storia della Marina Militare italiana e del nostro sistema educativo. Vere e proprie scuole galleggianti, queste navi accolsero generazioni di bambini e ragazzi di strada ai quali furono garantite protezione, istruzione e prospettive per il futuro.

Le Navi Asilo, un riscatto esistenziale

La missione delle navi asilo si rivelò da subito un riscatto esistenziale per migliaia di ragazzi sfortunati che, soprattutto tra le due guerre mondiali, si trovarono tra quartieri bombardati di città di mare come Genova, Napoli, Bari e Venezia.

Gli ufficiali italiani trasmisero con passione e volontà ai giovani le tradizioni della marina, il rispetto per il mare ma soprattutto concetti quali la dedizione e l’impegno.

Sottratti non soltanto alla fame, ma anche ad un destino di sfruttamento criminale, i ragazzi a bordo delle scuole navi acquisirono inoltre un prezioso senso  di comunità in grado di sopperire alla propria famiglia di origine.

Orfanotrofi marittimi  

Le navi estesero le proprie attività alle province prossime, guadagnandosi così l’appellativo di orfanotrofi marittimi. L’educazione impartita era basata su principi ben innovativi per l’epoca, ponendo al centro lo sviluppo della personalità del bambino ed il suo benessere psico-fisico.

Ad intuirlo per primo fu Nicolò Garaventa, un docente di matematica di Genova, che capì l’importanza del progetto educativo sulle navi asilo. Fu però solo nel 1914, un mese prima dello scoppio della Grande Guerra, che nacque a Roma l’Ente Morale Opera Nazionale di Patronato per le Navi Asilo, presso il Ministero della Marina.

A bordo delle Navi Asilo

Nate sulla scia delle training ship britanniche promosse nella seconda metà del ‘700 dalla Royal Navy, le navi asilo della Marina Militare italiana erano navi radiate e poi riadattate per  bambini e ragazzi, spesso orfani di marinai e pescatori.

I ragazzi salivano a bordo delle imbarcazioni tra gli 8 ed i 15 anni, in seguito il limite di età si estese a 12 anni per l’ammissione e a 18 per lo sbarco. Le navi  erano gestite da un consiglio di amministrazione ed il numero di ragazzi accolti si determinava  in base alle condizioni economiche e alla capacità della nave. Ad insegnare, ufficiali in congedo della Regia Marina. Dopo aver ultimato i corsi di addestramento nelle scuole interne della nave, gli allievi erano infine ammessi alla Regia Scuola Mozzi.

Le Navi ed i loro Ruoli

La Nave Asilo Caracciolo

Tra le navi più famose c’era la Caracciolo: considerata la prima nave asilo italiana, fu un vero e proprio laboratorio pedagogico. L’imbarcazione nave fu un dono alla città di Napoli dallo stato: su proposta del ministro della Marina Pasquale Leonardi Cattolica infatti, il 13 luglio 1911 si autorizzò la costituzione di un Consorzio fra Ministero della Marina, Ministero dell’Interno, della Pubblica Istruzione e degli enti locali della città di Napoli per l’utilizzo di una nave della Regia Marina come asilo galleggiante per allievi da istruire alla professione marittima.

Oltre 750 bambini e ragazzi furono in grado di scappare da un un destino di abbandono. A bordo, i bambini ricevevano educazione non solo alle nozioni di base, ma anche al rispetto delle regole, al lavoro di squadra e all’amore per il mare.

I Caracciolini

Giulia Civita Franceschi– denominata in seguito la Montessori del mare– fu l’educatrice che guidò il progetto di rieducazione dei ragazzi (i caracciolini) applicando un metodo pedagogico che attirò molto interesse e secondo il quale ogni ragazzo veniva conosciuto, rispettato e valorizzato nelle proprie potenzialità.

Le altre navi

Oltre alla nave Caracciolo, anche la nave Scilla ed altre navi come Caprera, Eridano, Domenico Alberto Azuni e Volturno svolsero un ruolo importante nella vita rieducativa dei ragazzi. In particolare sulla nave Scilla a Venezia si istituì un asilo per gli orfani dei pescatori, mentre a Cagliari la nave Azuni svolse un’opera di alfabetizzazione per i ragazzi della Sardegna. A Bari, la nave Eridano diventerà la più grande delle navi asilo italiane, raccogliendo orfani di marinai di tutto il basso adriatico. Le attività in alcuni casi continuavano anche a terra, con la possibilità di usare edifici adibiti ad officine meccaniche navali con istruzione pratica in mare e l’imbarco su piccole unità della Regia Marina abilitate alla ricerca di pesca e studi talassografici.

L’esperienza delle navi asilo ha lasciato un’eredità importante per la storia del nostro paese e non solo, affidando all’educazione un ruolo potente di riscatto personale e di promozione della cultura. La Marina Militare ha dimostrato il suo impegno sociale, andando oltre il proprio ruolo istituzionale. Infine, l’approccio pedagogico utilizzato a bordo delle navi asilo ha avuto in seguito il merito di ispirare molte altre iniziative educative.

La Nave Scuola Amerigo Vespucci: l’eredità delle navi asilo

L’eredità moderna delle navi asilo, sebbene con scopi in parte diversi, è riscontrabile nella nave scuola Amerigo Vespucci, che ha concluso in questi giorni il suo tour mondiale, iniziato nel luglio del 2023. La nave ha toccato oltre 30 porti in 28 paesi, attraversando tutti e 5 i continenti.

L’Amerigo Vespucci è un veliero della Marina Militare costruito come nave scuola per l’addestramento degli allievi ufficiali dei ruoli normali dell’Accademia navale. Oltre all’addestramento, la nave svolge anche il ruolo di  ambasciatore sul mare dell’arte, della cultura e dell’ingegneria italiana.

La nave scuola Vespucci è però anche uno strumento di sensibilizzazione alla vita in seno alla Marina Militare italiana, vita che prevede una forte vocazione per i lunghi periodi di imbarco, di distacco dai propri affetti ma di grande amore per il mare.

Le mostre ed i musei

Oggi, le navi asilo continuano a vivere anche attraverso mostre e musei (tra cui molti musei navali), pubblicazioni, studi e progetti educativi. La storia delle navi-asilo della Regia Marina è custodita presso l’archivio e la fototeca dell’Ufficio Storico della Marina Militare e nel 2019 è diventata anche una mostra e un libro dal titolo A Scuola sul mare, edito dallo Stato Maggiore della Difesa.

Immagini tratte dal libro: A scuola sul mare – Navi Asilo e Grande Guerra nei documenti dell’Ufficio Storico della Marina Militare pubblicato dallo Stato Maggiore Difesa e dallo Stato Maggiore Marina nel 2019. Autori: Vincenzo Grienti e Leonardo Merlini.

Continua a leggere: Assarmatori soddisfatta per arruolamento marittimi a bordo

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