La movimentazione marittima di merci e persone cresce del 6,1%
Le imprese italiane che operano nell’economia del mare sono cresciute del 2% nel 2013 rispetto al 2011. E’ stata registrata infatti la nascita di 3.500 nuove attività per un totale di 180mila. Le altre imprese in Italia segnalano invece un -0,9%.
I dati sono emersi dal rapporto di Unioncamere sull’economia del mare presentato al convegno ‘Il mare: la sostenibilità come motore di sviluppo’ organizzato dal ministero dell’Ambiente nell’ambito del semestre di presidenza italiana dell’Ue.
Nella filiera ittica (pesca, lavorazione e commercio del pesce) a fine 2013 sono state censite 34.000 imprese (18,9%), nella cantieristica navale 28.000 (15,7%), nelle attività sportive e ricreative 28.000 (15,7%), nella movimentazione marittima di merci e persone 11.000 (6,1%) mentre sono 6.000 (3,3%) le imprese che operano nel settore della ricerca, regolamentazione e tutela ambientale. Quasi un terzo del reddito prodotto dalla blue economy (31,2%) ascrivibile al settore dei servizi di alloggio e ristorazione con un valore aggiunto di circa 13 miliardi di euro e 300.000 occupati. Contribuiscono per un quinto al totale del reddito prodotto dalla economia del mare (18,4%) le attività di ricerca, regolamentazione e tutela ambientale, con un valore aggiunto di 7,6 miliardi e 123.000 occupati.
Dal settore dei trasporti marittimi, il valore aggiunto è di circa 7 miliardi di euro (16,7%) a cui si associano 90.000 lavoratori. L’incidenza del valore aggiunto sulle economie locali, vede ai primi posti per valori assoluti le province di Roma (5,8 miliardi di euro), Genova (3 miliardi) e Napoli (2,5 miliardi), mentre per quanto riguarda l’incidenza percentuale sul totale dell’economia provinciale, spiccano Livorno (15,9%), Trieste (15,6%) e Olbia-Tempio (13,8%).
Ecco la classifica delle regioni in cui si concentrano il maggior numero di imprese dell’economia blu: Liguria (8,7%), seguita da Sardegna (5,3%) e Lazio (5%), mentre a livello provinciale sul podio ci sono Rimini (12,7%), Livorno (12,1%) e La Spezia (11,4%).
Crescono il settore turismo (300.000 occupati), con i servizi di alloggio e ristorazione che hanno segnato una delle crescite più elevate del numero delle imprese con un aumento di 3.000 unità (+4,4%) arrivando a 72mila, che hanno prodotto un valore aggiunto di circa 13 miliardi di euro. Bene anche il settore delle attività sportive e ricreative che ha fatto registrare un plusvalore di 1.000 imprese (+3,6%) a quota 28mila.
