Genova: tassa sugli imbarchi dei passeggeri di crociere e traghetti dal 2026
Il nuovo contributo di 3 euro per passeggero rientra nella manovra finanziaria
Dal 2026 il Comune di Genova introdurrà una tassa di 3 euro per passeggero sugli imbarchi di traghetti e navi da crociera. Reazioni degli operatori portuali e preoccupazioni per il traffico passeggeri.
La misura, approvata con il bilancio di previsione del Comune, prevede un’addizionale comunale sui diritti di imbarco portuale.
L’obiettivo è raccogliere risorse aggiuntive per il bilancio comunale, ma la decisione ha già acceso un dibattito tra amministrazione, operatori e compagnie marittime.
Nuova tassa sugli imbarchi dei passeggeri di crociere e traghetti
Secondo il piano del Comune di Genova, a partire dal 2026 ogni passeggero in partenza dal porto, su traghetti o navi da crociera, dovrà versare un contributo di 3 euro come tassa di imbarco.
Sono previste esenzioni per alcuni soggetti: in particolare residenti del Comune di Genova, residenti delle isole collegate in continuità territoriale, forze dell’ordine, vigili del fuoco e protezione civile.
Il gettito stimato dalla tassa sugli imbarchi al Porto di Genova è di pochi milioni di euro: secondo la delibera comunale circa 3,5 milioni all’anno.
Preoccupazioni degli operatori portuali e rischi per lo scalo
La decisione del Comune di Genova di introdurre la tassa sugli imbarchi dei passeggeri di crociere e traghetti, ha provocato immediate reazioni da parte degli operatori portuali, delle compagnie di traghetti e crociere, e delle associazioni del settore.
Le principali perplessità riguardano:
- la possibile fuga di traffico passeggeri dal Porto di Genova, verso porti concorrenti (come altri scali italiani che non applicano la tassa), con conseguenze negative sul numero di navi e sulla domanda.
- le difficoltà pratiche legate alla riscossione della tassa. Secondo alcuni terminalisti, la tassa sarebbe “tecnicamente irriscuotibile” senza creare rallentamenti nei flussi e disagi per i passeggeri.
- un possibile calo dell’attrattività dello scalo genovese, con effetti a cascata sulla filiera portuale, sul turismo e sul lavoro.
Tassa sugli imbarchi: le motivazioni
Il Comune di Genova giustifica l’introduzione della tassa sugli imbarchi come parte del nuovo bilancio 2026-2028, che affronta crescenti esigenze finanziarie, anche legate al sostegno dei servizi pubblici locali. Ha spiegato che la misura non è un “provvedimento improvvisato”, ma una risposta a impegni assunti con lo Stato per la riduzione del debito del Comune.
Inoltre, l’amministrazione ha annunciato l’intenzione di avviare un dialogo con autorità portuale e operatori. Servirà a definire modalità e tempistiche di riscossione, con l’obiettivo di minimizzare l’impatto sull’operatività dello scalo e sui passeggeri.
Cosa cambia per passeggeri di di crociere e traghetti e terminalisti
Per i passeggeri di traghetti e crociere che partiranno dal Porto di Genova, la novità si traduce in un costo aggiuntivo di 3 euro, salvo esenzioni. Per le compagnie e i terminalisti, la tassa rappresenta un onere in più che potrebbe rendere meno competitivo lo scalo.
Se alcune tratte diventano meno convenienti, a causa della tassa sugli imbarchi, le compagnie potrebbero spostare navi e porti di partenza. Ciò rischia di colpire l’intero indotto: traffico passeggeri, turismo, servizi portuali, occupazione.
Al tempo stesso la misura potrebbe generare malcontento tra utenti e ripercussioni sull’immagine stessa del porto di Genova.
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