Nautica da diporto: un settore da 8,6 miliardi che spinge l’economia italiana
L’Associazione Operatori Nautici Nordest Sardegna analizza il ruolo della nautica nelle regioni: una fotografia aggiornata di un comparto in forte crescita
La nautica da diporto si conferma uno dei motori trainanti dell’economia del mare in Italia, con un valore complessivo che raggiunge gli 8,6 miliardi di euro. A mettere in evidenza il peso crescente di questo settore strategico è l’Associazione Operatori Nautici Nordest Sardegna, che ha tracciato un quadro dettagliato della situazione nelle diverse regioni italiane.
Nautica da diporto e blue economy: un motore da 216 miliardi
Dal boom della cantieristica alla crescita del turismo nautico, passando per l’occupazione e l’indotto, la nautica da diporto rappresenta oggi un comparto chiave per lo sviluppo economico e territoriale del Paese. Con 230 mila imprese e 1,1 milioni di occupati infatti, l’intera economia del mare in Italia vale 216 miliardi di euro: “La ricchezza prodotta da questa filiera è aumentata del 16% contro un 6,6% del totale dell’economia: 2,5 volte di più”- commentano gli analisti di AssonauticiSardegna.org.
I dati della crescita
Basandosi su dati di Confindustria Nautica, Assomarinas e Unioncamere (Osservatorio Blue Economy), l’Associazione Operatori Nautici NordEst Sardegna ha stimato che il comparto della nautica da diporto italiana chiuderà quest’anno con un giro d’affari di 8,6 miliardi di euro, confermandosi settore strategico per il Paese e asset centrale della blue economy.
La crescita è sostenuta dalla leadership mondiale dell’Italia nella cantieristica dei superyacht (oltre il 50% degli ordini globali) e dalla crescita dei servizi portuali: +1,5% vendite posti barca e +3,2% ormeggi in transito.
La ripartizione regionale per la nautica da diporto
Pur non essendoci per la nautica da diporto una ripartizione ufficiale del fatturato per regione pubblica e consolidata, AssonauticiSardegna.org è riuscita a disegnare una geografia regionale a partire dagli indicatori infrastrutturali (posti barca) e imprenditoriali (numero di “imprese blu”).
Sul podio della classifica dell’Associazione Operatori Nautici NordEst Sardegna troviamo la Liguria con 16.700 posti barca e 9.100 imprese blue, per un valore stimato di 1.289,55 milioni di euro, la Sardegna con 15.671 posti barca e 9.800 imprese blue per un valore stimato di 1.210,09 milioni di euro e il Friuli-Venezia Giulia con 11.313 posti barca e 5.100 imprese blue per un valore stimato di 873,58 milioni di euro (10,16%).

classifica regionale
Nella Top 10:
Seguono poi nella top-10: Campania con 10.775 posti e 32.741 imprese; Sicilia con 10.519 posti e 28.807 imprese; Toscana con 10.208 posti e 9.400 imprese; Puglia con 8.700 posti e 12.800 imprese; Veneto con 7.200 posti e 8.700 imprese; Lazio con 5.456 posti e 34.851 imprese; Calabria con 4.200 posti e 11.200 imprese.
La ripartizione regionale è stata calcolata in proporzione al numero di posti barca disponibili in ciascuna regione, utilizzati come proxy della capacità di accoglienza nautica e quindi del potenziale giro d’affari territoriale.
Le quote regionali elaborate da AssonauticiSardegna.org riflettono quindi principalmente la dimensione della portualità turistica e non includono differenze qualitative (cantieristica specializzata, presenza di maxi-yacht, attività di refit).
La nautica da diporto nel Nord Est della Sardegna
Per quanto riguarda più nello specifico il Nord Est, l’Associazione Operatori Nautici Nord Est Sardegna mette in evidenza che in questa zona si concentra il 43,5% dei porti dell’Isola e il 66% dei posti per maxi/giga-yacht; la filiera locale —tra cantieristica e servizi— conta oltre 1.600 imprese (di cui 587 imprese solo in Gallura).
“La nautica è certamente un asset strategico del turismo e del made in Italy. In questo ambito la Sardegna e maggiormente l’Arcipelago della Maddalena possono essere un laboratorio d’eccellenza. Occorre solo una tutela più rigorosa e una gestione più intelligente. Noi siamo pronti, con investimenti e responsabilità, ma chiediamo stesse regole e stesso rigore per tutti”- conclude Claudio Denzi, Presidente di AssonauticiSardegna.org.
In conclusione, la nautica da diporto non è solo un’eccellenza del Made in Italy, ma un settore strategico che contribuisce in modo concreto alla crescita economica del Paese. Con numeri in costante aumento e un impatto rilevante sullo sviluppo costiero e turistico, rappresenta oggi una leva fondamentale per l’economia blu italiana. Guardando al futuro, investimenti mirati, sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica saranno le chiavi per consolidare questo trend positivo e valorizzare ancora di più il potenziale del mare come risorsa economica e culturale.
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