Assemblea Federagenti: verso un Patto del Mare per un futuro crocieristico sostenibile in Italia
Al centro dell’Assemblea il problema dell’overtourism e la percezione errata delle crociere. Proposta chiave: un “Patto del Mare” per una gestione regolata dei flussi e una convivenza sostenibile tra crociere e comunità, con Federagenti mediatore.
L’assemblea Pubblica di Federagenti, un evento di notevole importanza per il settore marittimo italiano, ha riunito questa mattina presso la Sala Orlando di Confcommercio, a Roma, un’amplia platea, con la partecipazione di alcuni fra i maggiori esperti del settore per affrontare temi cruciali in un contesto internazionale che oggi più che mai richiede formule nuove oltre a una stretta collaborazione tra i territori, attori e tutte le parti interessate per sostenere la crescita di uno dei comparti più vivaci del settore marittimo, le crociere, senza tralasciare le questioni legate alla sostenibilità e alla digitalizzazione.
L’evento intitolato “Friendly Cruise“, che celebra i 75 anni di attività di Federagenti, ha posto al centro del dibattito il rapporto tra l’industria crocieristica e le comunità locali, la sfida dell’overtourism e la proposta di soluzioni concrete per un futuro sostenibile.
Federargenti: la sfide dell’overtourism e la percezione distorta delle crociere
La discussione ha messo in luce come le crociere siano spesso erroneamente identificate come il principale fattore scatenante dell’overtourism in Italia. Un fenomeno visibile in località come Portofino, le Cinque Terre, la Costiera Amalfitana e a Venezia, dove i comitati “No grandi navi” hanno ottenuto l’allontanamento delle navi da crociera dalla Laguna.
Nonostante le crociere rappresentino meno del 3% del totale di oltre 460 milioni di presenze turistiche in Italia, sono infatti facili bersagli di una “cultura d’attacco” – così l’ha definita il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci -, spesso utilizzati per celare una gestione inefficace dei flussi turistici nel Paese.
La percezione diffusa che le navi da crociera causino danni ambientali, sociali ed economici, inoltre, è difficile da contrastare, anche quando basata su informazioni false o distorte.
Al contrario, come è stato più volte ribadito all’Assemblea e durante la tavola rotonda; a differenza di altre forme di turismo, i flussi crocieristici possono essere strettamente controllati, verificabili, prevedibili e programmabili, grazie anche al sapiente utilizzo dell’Intelligenza Artificiale e delle nuove tecnologie.
Una gestione turistica più efficace è possibile e necessario. Come ha evidenziato all’apertura dei lavori Carlo Sangalli, presidente Confcommercio: “Trasporti, turismo ed economia del mare rappresentano i tre pilastri del Paese. Il capitale delle merci e dei servizi, incluse le crociere, devono muoversi liberamente, attraverso l’istituzione di connessioni stabili per prosperare nel grande connettore che è il mare; e un mare che unisce lo si deve governare con responsabilità.”
Il settore crocieristico è infatti un’industria in crescita che genera un significativo impatto economico e occupazionale: si stima che un posto di lavoro sia creato ogni venti crocieristi, con un fatturato globale di circa 168,6 miliardi di dollari, di cui 55,3 miliardi in Europa e 15 miliardi in Italia.
Questo perché, come ha sottolineato il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi: “Il mare non collega due punti, ma interi continenti. Rappresenta quindi un vantaggio competitivo per il Paese, che bisogna stabilizzare anche a livello normativo, soprattutto alla luce della situazione geoeconomica attuale. L’obiettivo è consentire migliori situazioni di sicurezza per tutti gli scenari. Per “mare” si intendono infatti tutte le navi che collegano il nostro sistema turistico e logistico al mondo.”
Salvare le crociere per salvare l’economia del mare e dell’intero Paese

Tavola rotonda all’Assemblea Pubblica 2025 di Federargenti
Alla luce di questo contesto, Federagenti si dichiara pronta a offrire il proprio pieno contributo e propone la realizzazione di un “Patto per il mare” al fine di creare condizioni di reciproco vantaggio per le compagnie e i territori. Un approccio ritenuto strategicamente importante per valorizzare il settore, sostenendone lo sviluppo e il mantenimento della sua competitività, superando le contrapposizioni del passato e focalizzandosi sull’interesse comune.
Una missione evidenziata anche da Musumeci durante il suo intervento: “In un contesto di cambiamento, bisogna focalizzare alcuni temi e non darli per scontati. Oggi in un’Italia che continua ad essere terragna, e non marinara, abbiamo il dovere di assumere iniziative adeguate per promuovere l’economia del mare, coniugando i temi che interessano il mondo della portualità in tutte le sue modalità. L’Italia ha bisogno del crocierismo; si tratta di una delle filiere più importanti della blue economy. Non bisogna ridimensionare questa filiera: questa ostilità è un’aggressione ben orchestrata per cui dobbiamo intervenire in tempi necessari.”
Nonostante le accuse, le crociere rappresentano infatti una straordinaria opportunità di sviluppo turistico sostenibile per l’economia nazionale. Le statistiche mostrano che oltre l’80% dei passeggeri di crociera torna a viaggiare in crociera. Questo rende la crociera un efficace promotore turistico dell’Italia. Come è stato più volte evidenziato durante l’assemblea, il problema reale non è la presenza delle crociere, ma l’assenza di una gestione regolata dei flussi turistici in generale.
Ed è proprio la regolamentazione la chiave per superare l’ostilità crescente verso il mercato crocieristico. Lo ha sottolineato Paolo Pessina, presidente Federargenti, durante il suo intervento: “Abbiamo voluto dedicare la nostra Assemblea pubblica a questo tema perché crediamo e temiamo che, senza interventi chiarificatori, il rischio di una spirale perversa e illogica, si inneschi su un settore che invece rappresenta anche la chiave di un potente e sostenibile sviluppo turistico del Paese. Noi agenti marittimi vogliamo essere da oggi non solo i rappresentanti delle compagnie crocieristiche, ma anche i mediatori di una cultura del mare.”
La proposta di Federargenti: verso un nuovo “Patto del Mare”
Guardando nel dettaglio al Patto proposto da Federargenti, da sottoscrivere sia a livello nazionale che con i singoli territori, lo scopo dell’iniziativa è creare una cabina di regia coordinata dagli agenti marittimi per attuare azioni concrete.
Queste includono, in particolare, una calendarizzazione intelligente degli accosti e il varo di misure volte ad evitare i sovraccarichi nei picchi stagionali, migliorando così l’accettazione sociale, anche attraverso una pianificazione nazionale condivisa tra porti e compagnie crocieristiche1.
Fondamentale sarà anche l’istituzione di tavoli di lavoro permanenti tra porti, agenti e compagnie, al fine di definire calendari di arrivi e partenze che prevengano la concentrazione in singole date e orari1.
Un altro aspetto fondamentale è lo sviluppo di itinerari sostenibili e diversificati, co-progettati con le comunità locali, e la valorizzazione dei porti minori e delle destinazioni alternative per le escursioni a terra, includendo anche le risorse prodotte dalle comunità locali tramite intese condivise sullo shopping.
Federargenti propone, inoltre, l’armonizzazione delle regole portuali e delle norme di gestione degli accosti, relative a rifiuti, sicurezza, permessi e dichiarazioni amministrative1.
Sarà cruciale, inoltre, l’applicazione omogenea e sistematica delle procedure ESG (Environmental, Social, and Governance) in tutti gli scali italiani, al fine di garantire la massima sostenibilità per territori, cittadini, lavoratori e imprese.
Infine, si intende promuovere l’armonizzazione delle normative, spesso percepite come rigide, per trasformarle da un costo a un valore aggiunto per il territorio e gli armatori.
Il ruolo innovativo degli agenti marittimi
In questo contesto gli agenti marittimi saranno chiamati ad assumere un ruolo innovativo, gestendo direttamente nuove funzioni e operando in un rinnovato dialogo con le compagnie.
In particolare, dovranno agire come facilitatori di governance locale, come coprogettisti e registi di azioni sociali congiunte nei territori, con particolare focus sull’educazione, sull’impatto ambientale e sul welfare portuale, divenendo mediatori tra l’industria e i territori oltre che promotori della formazione continua e della digitalizzazione per la crescita e lo sviluppo dell’intero settore.
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