Belt and Road: a Trieste accordo con investitori cinesi sul 'sistema arredo' made in Italy

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lunedì 26 marzo 2018

La costruzione di un "experience center", un'esposizione interattiva a Chengdu, il capoluogo della provincia di Sichuan considerato tra i centri con maggiore potenziale di sviluppo in Cina, per fare conoscere e valorizzare il made in Italy a partire dalle imprese dell'arredo del Friuli Venezia Giulia. È quanto prevede l'accordo siglato oggi nel corso del "Belt and road Forum" organizzato a Trieste e che, attraverso investimenti cinesi, svilupperà nuove formule espositive nella provincia con oltre 90 milioni di abitanti.

Il memorandum of understanding è stato firmato dall'International center of italian design (Icide), proprietà del Cluster arredo e sistema casa del Friuli Venezia Giulia, che rappresenta un sistema economico di 2.500 aziende e un comparto che è cresciuto nell'export del 10 per cento nel 2017. La controparte cinese è rappresentata dal Chengdu Yiqidao cultural industry and design development e dal Sichuan Ilo design and space arts cultural. L'amministratore unico di Icide, Carlo Piemonte, ha firmato l'accordo assieme a Jie Xue, cofondatore del centro di Chengdu Yiqidao e Wei Zeng, presidente del Sichuan Ilo.

In concreto l'accordo prevederà l'allestimento di esposizioni e la realizzazione di scambi nell'Italian design experience centre nella Tianfu new area di Chengdu. "Da oggi lavoreremo - hanno anticipato Piemonte e il presidente del cluster arredo Franco di Fonzo - per la creazione di un progetto che prevede sistemi di 'virtual room' con collegamenti per vivere dall'Italia un'esperienza in diretta, ripresa a 360 gradi tramite visori; l'esposizione di prodotti di aziende top brand e di marchi sconosciuti in Cina ma direttamente acquistabili in loco; una sala didattica per formare personale cinese su assistenza post vendita e una sala degustazione di prodotti enogastronomici con possibilità di acquisto on line".

In un secondo tempo sono previsti investimenti per la costruzione di uno spazio su 20.000 mq in cui ospitare una "Little Italy" del design e del gusto che, una volta avviata a Chengdu, potrà essere replicata in altre città.
A margine della firma, il cofondatore del Chengdu Yiqidao, Jie Xue, ha ribadito la volontà di rappresentare "un ponte per scambiare la cultura italiana e quella cinese, seguendo la politica della 'One belt one road'. Porteremo - ha detto - design, cultura e made in Italy ai nostri amici cinesi".

Il direttore di Invest Sichuan in Italia e Svizzera e presidente della Fondazione Progetto Italia-Cina, Wang Xin, ha rilevato come la provincia sud occidentale "sarà la più strategica e di certo la più attenta al design e al made in Italy. Siamo pronti - ha aggiunto - a favorire le aziende italiane e del Friuli Venezia Giulia che troveranno un alto potenziale di acquirenti e consumatori". 

Nel corso del Forum, Xu Xiaofeng, ministro consigliere dell'Ambasciata della Repubblica popolare cinese in Italia, ha tracciato uno scenario improntato dalla volontà della Cina di costruire, con la Via della Seta, "una nuova fascia di collaborazione globale" all'interno dell'obiettivo generale di preservare il libero scambio e una comunità mondiale aperta. Cooperazione, economia e tolleranza tenendo conto degli interessi di entrambe le parti, queste le parole chiave di Xu. Impegni rafforzati dalla strategia South South e dalla cooperazione triangolare Unido, di cui è coordinatore Gong Weixi. Lo scorso settembre a Vienna, proprio a cura dell'Unido, la strategia della Via della Seta si era declinata nell'impegno a sostenere le economie verdi nelle città. "Vogliamo avere una collaborazione con il Friuli Venezia Giulia", ha ribadito Gong e "il porto di Trieste nella strategia South South è molto, molto importante"

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