Sistema EES, addio ai timbri sui passaporti: cosa cambia per i viaggi in Europa
Al via il sistema tecnologico che registra digitalmente gli ingressi e le uscite dei cittadini di Paesi terzi presso 29 frontiere europee. Scopri tutte le novità del nuovo sistema EES, dagli obiettivi alla data prefissata per la sua piena operatività.
L’Unione europea ha inaugurato una nuova fase nelle procedure di accesso al suo territorio. Di recente, è stato infatti ufficialmente introdotto, in un regime di progressiva applicazione, un nuovo sistema di ingressi/uscita Ue interamente digitalizzato, noto come Entry-Exit System (EES), progettato per i viaggiatori provenienti da Stati terzi.
Questo ambizioso protocollo, concepito dalla Commissione Ue, segna il definitivo abbandono del timbro apposto manualmente sui passaporti – a prescindere che il punto di ingresso sia un aeroporto, un porto marittimo o un valico di terra – e, di conseguenza, promette di portare a un significativo snellimento delle formalità doganali accanto a una possibile riduzione delle file ai posti di dogana.
Nonostante l’annuncio relativo alla sua introduzione, si sottolinea che la sua adesione sarà progressiva.
Approfondiamo che cos’è l’EES, come funziona, in quali Paesi è attivo e qual è la data prefissata per la sua piena operatività.
L’EES, un sistema digitale per 29 Paesi: che cos’è e come funziona
Che cos’è l’EES
L’EES è un sistema tecnologico avanzato, la cui architettura è stata pensata per registrare in maniera elettronica ogni attraversamento di frontiera, sia in entrata che in uscita, compiuto dai cittadini extra-Ue.
In quali Paesi sarà operativo
La sua area di competenza copre un totale di 29 nazioni europee. Nello specifico, si sottolinea che Cipro e l’Irlanda, in quanto membri UE, non partecipano all’iniziativa; aderiscono pienamente, invece, Islanda, Norvegia, Liechtenstein e Svizzera.
Quindi, in totale, aderiscono a questo nuovo sistema, tutti i Paesi dell’area Schengen, ovvero per 25 membri dell’Ue più Islanda, Norvegia, Lichtenstein e Svizzera.
I requisiti del soggiorno
Questo sistema è specificamente destinato a gestire i soggiorni di breve durata, ovvero quelli che non superano i 90 giorni nell’arco di sei mesi.
Come funziona l’EES
La centralità dei dati biometrici nella gestione delle frontiere
Il fulcro di questo rinnovamento nella gestione delle frontiere risiede nella raccolta di dati biometrici.
Il protocollo EES è infatti predisposto per acquisire sia le impronte digitali che l’immagine del volto dei passeggeri, integrando tali informazioni con ulteriori dettagli relativi al viaggio.
Questa raccolta digitale sostituisce in toto l’impiego dei timbri cartacei, a prescindere che il punto di ingresso sia un aeroporto, un porto marittimo o un valico di terra.
Obiettivi del sistema EES
Sicurezza e contrasto all’illegalità
Come precedentemente sottolineato dalla Commissione a luglio, la finalità dell’EES è quella di modernizzare e aumentare l’efficacia dei controlli delle frontiere esterne dell’Unione europea.
Grazie alla fornitura di dati sugli attraversamenti, il sistema, infatti, garantirà l’identificazione sistematica dei viaggiatori che eccedono il periodo di permanenza consentito. In aggiunta, sarà uno strumento cruciale per intercettare i tentativi di frode sia documentale che d’identità.
Pertanto, attraverso il monitoraggio accurato della mobilità, il sistema di ingressi/uscita Ue è chiamato a contribuire attivamente nella prevenzione della migrazione irregolare e nella tutela della sicurezza dei cittadini dell’area Schengen allargata.
La tabella di marcia per la piena operatività del sistema
Al fine di minimizzare gli inevitabili disagi derivanti dall’introduzione di un cambiamento che impatta in modo significativo il settore del trasporto pubblico e del trasporto passeggeri, le autorità europee hanno previsto una fase di transizione graduale della durata di sei mesi.
Le autorità responsabili dei confini stanno quindi integrando progressivamente i dati dei viaggiatori nell’EES. La data spartiacque per il raggiungimento della piena operatività del nuovo sistema, in tutti i valichi di frontiera, è fissata per l’10 aprile del prossimo anno.
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