Trasporti: sciopero spostato per la visita di Papa Leone XIV
Restano aperte le richieste
Sciopero nazionale degli autisti professionisti del trasporto merci e passeggeri su strada rinviato per la visita ufficiale di Papa Leone XIV in Spagna.
Lo sciopero nazionale degli autisti del trasporto merci e passeggeri su strada non si terrà più l’8 giugno. La mobilitazione è stata rinviata al 22 giugno 2026.
La decisione è stata comunicata dalla Federazione statale dei servizi, della mobilità e del consumo (FeSMC-UGT). Il sindacato ha scelto di posticipare la protesta per la concomitanza con la visita ufficiale di Papa Leone XIV in Spagna. Il viaggio del Pontefice è previsto dal 6 al 12 giugno.
Secondo l’UGT, il rinvio rappresenta un gesto di responsabilità nei confronti dei cittadini. Durante la visita papale sono infatti attesi milioni di partecipanti agli eventi religiosi. Inoltre, in diverse aree del Paese saranno attivate misure straordinarie per la mobilità e la gestione dei trasporti.
Per il sindacato, aggiungere ulteriori disagi in un periodo già caratterizzato da un intenso afflusso di persone non sarebbe opportuno. La scelta di rinviare lo sciopero è quindi legata esclusivamente alle esigenze organizzative connesse alla visita di Papa Leone XIV.
Sciopero trasporti rinviato, ma la vertenza resta aperta
L’UGT ha precisato che il rinvio della protesta non modifica le ragioni che hanno portato alla proclamazione dello sciopero. Le richieste avanzate dal sindacato restano quindi invariate.
Al centro dello sciopero c’è l’introduzione di coefficienti di riduzione che consentano agli autisti professionisti di accedere al pensionamento anticipato.
La richiesta riguarda l’introduzione di coefficienti di riduzione. Questi strumenti consentirebbero agli autisti professionisti di andare in pensione prima.
Per il sindacato, il lavoro nel trasporto su strada è particolarmente usurante. Per questo motivo chiede che venga riconosciuta la specificità della professione.
L’UGT denuncia inoltre l’assenza di risposte ufficiali da parte del Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione.
Le domande sono state presentate a ottobre 2025.
Il sindacato dice di non aver ricevuto comunicazioni formali sullo stato delle pratiche. Restano inoltre sconosciuti i tempi previsti per la conclusione dell’iter.
Pensionamento anticipato degli autisti: nessuna risposta dal Governo
I motivi dello sciopero. A oltre sette mesi dalla presentazione delle richieste, il sindacato sostiene di non aver ricevuto alcuna comunicazione formale.
Restano ancora senza risposta diversi interrogativi. Non sono noti gli esiti delle valutazioni tecniche effettuate sulle domande presentate.
Non è inoltre chiaro se la commissione incaricata di esaminare le pratiche si sia già riunita. Mancano anche indicazioni sui tempi previsti per arrivare a una decisione definitiva.
Per l’UGT, i tempi previsti dalla legge sono stati ampiamente superati. Le domande erano state presentate nell’ottobre 2025. Ad oggi, però, il sindacato afferma di non aver ricevuto aggiornamenti ufficiali sull’avanzamento delle pratiche. Nessuna indicazione, inoltre, sui tempi previsti per la chiusura della procedura.
Il sindacato parla quindi di “silenzio amministrativo”. Secondo l’organizzazione sindacale, le richieste degli autisti continuano a rimanere senza una decisione formale.
Critiche alle dichiarazioni del Ministero
Le recenti dichiarazioni della ministra Elma Saiz non hanno soddisfatto le aspettative degli autisti professionisti. Pur confermando che le pratiche sono ancora in fase di elaborazione, il Ministero non avrebbe fornito dettagli concreti sullo stato dell’istruttoria né indicato una data certa per la conclusione del procedimento.
Per il sindacato, le rassicurazioni verbali non sono più sufficienti e occorrono risposte ufficiali e documentate.
Possibili disagi per lo sciopero trasporti dal 22 giugno
Se nelle prossime settimane non arriveranno risposte concrete da parte del Governo, lo sciopero nazionale del trasporto merci e passeggeri scatterà il 22 giugno.
La mobilitazione potrebbe avere effetti sulla logistica e sulla distribuzione delle merci. Possibili ripercussioni anche per i servizi di trasporto pubblico e privato in diverse aree del Paese.
L’UGT conferma comunque la propria disponibilità al dialogo e al confronto. Il sindacato avverte però che il tempo delle attese è finito. Le prossime settimane saranno decisive. Un eventuale accordo con il Governo potrebbe evitare una nuova fase di tensione nel settore dei trasporti.
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