Porti: manifestazione dei lavoratori il 1° dicembre 2025
I lavoratori chiedono il Fondo all’esodo e tutele per il lavoro usurante nei porti
Manifestazione dei lavoratori dei porti il 1° dicembre 2025 per chiedere il Fondo all’esodo e tutele per il lavoro usurante nei porti.
Le lavoratrici e i lavoratori dei porti spiegano che attendono da cinque anni l’attivazione del Fondo di accompagnamento all’esodo, strumento ritenuto decisivo per un’attività che richiede energie fisiche costanti.
Inoltre, ricordano che l’impegno è presente sia nel contratto collettivo nazionale sia nella legislazione vigente, perciò la richiesta di una manifestazione risulta inevitabile.
Porti: manifestazione per il Fondo all’esodo
Le organizzazioni sindacali indicano che lavoratrici, lavoratori e imprese dei porti versano da tempo le somme necessarie per sostenere il Fondo all’esodo.
Tuttavia, il settore afferma che il rimpallo tra ministeri e l’assenza di scelte politiche impediscono allo strumento di diventare operativo.
Inoltre, la manifestazione nasce perché questa situazione pesa sui porti e sui percorsi professionali, poiché la gestione del lavoro usurante necessita di risposte rapide. Di conseguenza, gli scali chiedono interventi concreti per evitare ulteriori ritardi.
Porti: manifestazione per riconoscere il lavoro usurante
Il lavoro nei porti richiede sforzi intensi e continui e quindi la richiesta di tutele rimane centrale. Inoltre, l’introduzione di automazione e intelligenza artificiale nelle operazioni portuali comporta cambiamenti che rendono ancora più necessaria una riqualificazione professionale sostenuta dal Fondo.
Per questo motivo, la manifestazione diventa uno strumento utile per chiedere interventi immediati e per affrontare un sistema pensionistico che rende difficile il raggiungimento dei requisiti di uscita. Pertanto, il settore considera urgente l’attuazione delle misure previste dalle norme.
Lavoratrici e lavoratori in manifestazione il 1° dicembre
Le lavoratrici e i lavoratori affermano che non possono attendere oltre, poiché i porti hanno bisogno di uno strumento capace di tutelare le persone e migliorare l’efficienza degli scali. Inoltre, ricordano che la competitività di un porto dipende dalla forza lavoro, elemento considerato la principale infrastruttura del sistema marittimo.
Per questi motivi, la manifestazione del 1° dicembre alle 15 sarà dedicata alla richiesta al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di rendere operative le previsioni contenute nel Ccnl e nella legge.
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