Monte Bianco: chiusura da settembre a dicembre 2025, strade alternative per l’autotrasporto
Ecco la mappa per camion e mezzi pesanti
Il traforo del Monte Bianco resterà chiuso al traffico per un lungo periodo nel 2025. Dal 1° settembre alle ore 17:00 fino al 12 dicembre alle ore 17:00, la circolazione sarà totalmente interrotta.
Una chiusura di 15 settimane consecutive che avrà conseguenze dirette per il mondo dell’autotrasporto, per i camionisti e per tutte le aziende che operano con i mezzi pesanti tra Italia e Francia.
Perché il Monte Bianco chiude nel 2025
La decisione di chiudere il tunnel non è improvvisa. Si tratta di un programma di manutenzione straordinaria necessario a garantire la sicurezza della galleria. L’intervento richiede la chiusura totale e quindi nessun veicolo, né leggero né pesante, potrà attraversare il traforo per oltre tre mesi.
Per chi lavora nell’autotrasporto internazionale, questa notizia rappresenta un vero cambio di rotta: i camionisti dovranno modificare i loro itinerari abituali e affrontare costi aggiuntivi.
Conseguenze per camionisti e mezzi pesanti
Il Monte Bianco è uno dei collegamenti principali tra Italia e Francia. Con la chiusura, i camionisti non potranno più contare su questa via rapida, ma dovranno orientarsi verso percorsi alternativi più lunghi.
Gli effetti saranno molteplici:
- Aumento dei tempi di percorrenza per i mezzi pesanti.
- Maggiori costi di carburante e pedaggi per le aziende di autotrasporto.
- Controlli più severi alle frontiere, con rischio di sanzioni e multe in caso di irregolarità.
- Congestione del traffico sugli altri valichi, soprattutto sul Fréjus.
Strade alternative per l’autotrasporto
Durante i tre mesi di chiusura, i percorsi alternativi consigliati sono:
- Tunnel del Fréjus: la principale alternativa per i camionisti. È il valico più adatto ai mezzi pesanti e sarà la scelta obbligata per gran parte dell’autotrasporto.
- Tunnel del Gran San Bernardo: utilizzabile a seconda della tratta, anche se meno comodo rispetto al Fréjus.
- Colle del Piccolo San Bernardo e Col des Montets: percorribili solo dai veicoli leggeri e a rischio chiusura in caso di neve, quindi non utilizzabili dai camionisti.
Per i tir e i veicoli commerciali di grandi dimensioni, il Fréjus resta l’opzione principale, anche se ciò significa affrontare probabili rallentamenti.

Come devono organizzarsi le aziende di autotrasporto
Le imprese devono adattarsi con una pianificazione accurata. In particolare:
- ricalcolare le tempistiche di consegna,
- comunicare ai clienti eventuali ritardi,
- gestire i costi maggiori derivanti dalle deviazioni,
- prepararsi ai controlli alle frontiere, che saranno più frequenti durante il periodo di chiusura.
Un errore di valutazione potrebbe comportare ritardi nelle consegne e perfino multe per i camionisti che non rispettano le deviazioni ufficiali.
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