Infrastrutture: Lupi, liberare gli investimenti dai vincoli di Maastricht
Inserire le spese per le opere infrastrutturali nell’ambito delle richieste di diversa contabilizzazione delle spese per la crescita. Lo chiede il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Maurizio Lupi, in occasione della riunione del consiglio Trasporti in corso a Lussemburgo.
”Oggi più che mai va riconosciuto che per quei paesi che danno un contributo fattuale alle reti strategiche europee di trasporto, le risorse devono essere contabilizzate ma fuori i parametri di Maastricht”, spiega ai cronisti in teleconferenza da Lussemburgo. Questo significa che le spese per le realizzazione delle infrastrutture siano considerate come indebitamenti, ma tenuti al di fuori dei limiti del 3% nel rapporto deficit/Pil fissati dal patto di bilancio.
Una simile richieste è avanzata dall’Italia. ”Abbiamo iniziato a lavorare su questo tema, e gli altri ministri non possono che accogliere con simpatia questa proposta, dal punto di vista economico e politico”.
Si tratta, per ora, di una proposta. ”Abbiamo iniziato a lavorarci”, spiega ancora Lupi, il cui intento è quello di portare il tema all’attenzione del prossimo consiglio Ecofin. Il ministro non ha dubbi che le spese per le reti Ten-t (reti di trasporto trans-europee) abbiano un contributo anti-recessivo. La quota parte dell’Italia per le reti Ten-t è stimata attorno ai 33 miliardi di euro. Di questi, cinque saranno spesi quest’anno, nove nel 2014 e altri nove nel 2015. Si tratta di risorse da impiegare per le cosiddette ‘reti principali’ (o ‘core network’), da completare entro il 2030.
L’Italia è impegnata in quattro corridoi: il Madrid-Kiev (che include la linea ferroviaria veloce Torino-Lione), l’Helsinki-La Valletta (che comprende il valico del Brennero), il Baltico-Adriatico (che comprende l’alta velocità Venezia-Trieste) e il Rotterdam-Genova.
